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Rogo alla Boschini, danni per 50mila euro

Rogo alla Boschini, danni per 50mila euro

Baiso: l’incendio devasta il gazebo con le stufe di ultima generazione, l’ipotesi più probabile è quella del dolo

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BAISO. Oltre 50mila euro di danni in materiale rovinato, e il forte sospetto di un’origine dolosa. È un incendio pesante, quello avvenuto nella notte fra venerdì e ieri a Ponte Secchia, lungo il corso del fiume. Al centro il gazebo dell’azienda di termoidraulica Boschini, storica impresa del settore a gestione familiare, attiva in mezza regione e con sedi a Ponte Secchia, Cerredolo e Toano. La struttura in plastica è sistemata a fianco del negozio, e serve come spazio espositivo per caldaie e stufe “bio”, ad alta efficienza e basso impatto ambientale e bassi consumi. Gli articoli di punta, i più innovativi, nel genere. Verso le 2.30 una persona che vive nella zona ha notato le fiamme salire dal retro del negozio, a fianco della strada che porta verso Sassuolo, e ha avvisato il figlio di uno dei titolari, suo amico. Il ragazzo ha chiamato i parenti, sono stati avvisati i vigili del fuoco e tutti hanno raggiunto Ponte Secchia, dove le fiamme avevano già avvolto tutto il gazebo danneggiando fortemente le stufe e le caldaie al suo interno, semidistrutte e comunque non più utilizzabili.

Dopo diverse ore di lavoro, verso l’alba i pompieri hanno spento il rogo e isolato l’area, per poi iniziare i rilievi assieme ai carabinieri di Baiso e cercare di stabilire cosa abbia originato l’incendio. L’ipotesi dolosa non è esclusa, anzi.

«Di oggetti che potessero prendere fuoco nel gazebo non ce ne sono. Le caldaie le accendiamo solo ogni tanto per mostrarle, ma di sera sono spente, e credo fossero settimane che non venissero accese», riflette sconsolato Giordano Boschini, che con i fratelli da oltre 40 anni gestisce l’azienda, operando fra Reggio, Modena e Parma. «E pure le prese della corrente erano staccate, non riesco a immaginarmi come sarebbe potuto partire un incendio spontaneo», aggiunge.

Rimane quindi l’origine volontaria? «E’ presto per dirlo, carabinieri e vigili del fuoco faranno le loro valutazioni: certo non ci voleva, in un periodo difficile per tutti come questo – ragiona Boschini – E noi siamo gente che lavoriamo tanto, da 40 anni. Abbiamo anche le telecamere e i sistemi di sicurezza, ma solo nei due piani del negozio, non attorno al gazebo, anche se dovremo arrivare a metterle pure lì».

Il danno è pesante, per via dell’elevato valore degli strumenti distrutti: «Siamo attorno ai 50mila euro, non di meno, c’erano stufe e caldaie “bio” di ultima produzione, su cui operiamo principalmente nel negozio di ponte Secchia».

Unica piccola consolazione, si tratta tutto di materiale assicurato: «Sì, siamo assicurati, adesso staremo a vedere».

Ora si attendono i riscontri definitivi dai rilievi, per capire se davvero vi sia stato dolo. Certo la posizione del gazebo, vicino a tante strade che collegano reggiano e modenese, non faciliterà anche la ricerca di testimoni e segnalazioni sugli eventuali incendiari.

Adriano Arati

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