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Facchini, 2.800 sottopagati. La Cgil attacca le cooperative

Enrico Lorenzo Tidona
Facchini, 2.800 sottopagati. La Cgil attacca le cooperative

Volantinaggio di lavoratori e sindacati per chiedere il pagamento degli arretrati. Maiocchi (Filt): «Le coop parlano di legalità ma non rispettano il contratto»

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REGGIO EMILIA. «Sono ormai 23 mesi che aspettiamo. A Reggio solo 1.200 facchini su 4.000 hanno visto applicare il contratto scaduto nel 2012 e solo perché il sindacato ha contrattato, cantiere su cantiere e i facchini spesso hanno scioperato e non perché qualcuno dall'alto è stato buono e gentile». Si sono presentati con i volantini in mano, alle 9 del mattino, per rivendicare l’applicazione del contratto nazionale che le aziende delle centrali cooperative non rispettano ormai da due anni. Si tratta di una trentina di lavoratori iscritti alla Filt e alla Filcams Cgil, categorie dei trasporti e del commercio.

Nel mirino dei sindacati finiscono il mancato rispetto degli istituti contrattuali da parte delle aziende cooperative, la «piaga» delle coop spurie, e il meccanismo degli appalti «al ribasso» che penalizza i lavoratori. Una protesta che segna, anche in questo caso, uno scollamento tra la Camera del Lavoro e i vertici della cooperazione, fatto impensabile fino a poco tempo fa. Il bersaglio dell’atto dimostrativo, pur non essendo l'unico, è stato soprattutto Coopservice, gigante dei servizi con 12mila occupati, 600 dei quali a Reggio e per i quali non è stato rispettato il contratto ormai scaduto. «La mancanza dell’applicazione del contratto pesa per un minimo di 1.500 a ciascun facchino - dice Circo Maiocchi della Filt-Cgil - Siamo qui fuori perché questi signori firmano i contratti e poi non li applicano. Tre giorni fa hanno avuto la spudoratezza di dire che pagheranno quanto dovuto a fine 2015, dopo tre anni. Non è serio nei confronti dei lavoratori che prendono già pochi soldi, si spaccano la schiena e dopo tre anni non hanno i loro soldi. Se i contratti d’appalto non sono congrui, chiediamo alle coop di fare le battaglie insieme a noi, di denunciare chi fa il furbo e non di pagare meno i lavoratori. Se ci sono realtà locali che pagano un costo orario più basso rispetto al minimo sindacale devono denunciare insieme a noi il committente. A collaborare devono essere prima di tutto le grandi coop, che farebbero da traino».

Coopservice, ad esempio, applica fino al 90% del contratto nazionale. Il presidente, Roberto Olivi, risponde a stretto giro alla Cgil, lamentando l’inquinamento del mercato creato da cooperative spurie che giocano sporco in fatto di diritti. «Abbiamo aperto un tavolo aziendale per discutere del rinnovo - dice Olivi - e vogliamo applicare il contratto nazionale: per questo non ci stiamo ad essere messi sul banco degli imputati. La nostra impresa investe forte e vuole garantire buona occupazione. Purtroppo operiamo in un mercato nel quale la concorrenza è sleale». Secondo Olivi, però, applicare in questo momento le condizioni previste nel 2011 dal contratto diventa difficile, viste le basse marginalità degli appalti («C’è un problema di committenza»). «Se il problema sono gli appalti tra privati - tuona l’assessore comunale Matteo Sassi - allora diciamo ai nostri industriali e ai cooperatori di prendere posizione e vigilare sui proprio associati. C’è troppa gente coinvolta, così non si può andare avanti».

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