Jobs Act, oggi il confrontro tra Cgil e Pd
Maino Marchi: «Sia nella legge delega sia nella legge di stabilità ci sono segnali positivi da cogliere»
REGGIO EMILIA. E’ il primo appuntamento, almeno a Reggio. E c’è chi dice che potrebbe anche essere l’ultimo. Dopo lo sciopero di giovedì scorso che ha portato in piazza a Bologna, tra gli altri, migliaia di iscritti reggiani alla Cgil, oggi pomeriggio, alla Camera del Lavoro, va in scena il primo incontro tra i delegati e le delegate del principale sindacato e i parlamentari reggiani. In particolare, c’è attesa tra quello che potrà essere l’accoglienza che la Cgil riserverà ai parlamentari del Pd, Antonella Incerti (componente della Commissione lavoro), Maino Marchi (membro della commissione Bilancio) oltre a Paolo Gandolfi e alla senatrice Leana Pignedoli. L’appuntamento è per le 17,30 alla Sala Di Vittorio. «Dopo l’esercizio del voto di fiducia inserito sul testo blindato del Governo -si legge in una nota - si pone con urgenza l’esigenza di un confrontodiretto ed esplicito tra delegate e delegati, attiviste eattivisti di Reggio Emilia e i Parlamentari che rappresentano il territorio reggiano sui contenuti del Jobs Act».
Tra coloro che hanno assicurato la loro presenza all’incontro di oggi pomeriggio, c’è Maino Marchi che, alla vigilia del confronto, sottolinea gli aspetti positivi della vertenza: «Dalla lettura incrociata - spiega il deputato - del contenuto della legge delega sul Jobs Act e della legge di stabilità io leggo abbastanza chiara l’intenzione di potenziare e rendere più universali gli ammortizzatori. Poi, addirittura - continua il parlamentare - leggo in questo progetto del governo una intenzione che apparteneva addirittura ai Ds, ovvero quella di far sì che il lavoro precario costi di più di quello stabile».
Quanto poi all’insurrezione della Cgil a difesa dell’articolo 18, il deputato reggiano prova a gettare acqua sul fuoco, partendo sempre da ciò che ha letto negli atti parlamentari: «Nel testo della legge delega - spiega Marchi - che peraltro necessiterà dei decreti attuativi, non ho trovato alcun accenno a politiche che rendano in qualche modo più facile licenziare».
Di abolizione dell’articolo 18, e anche di un suo superamento, insomma, secondo Marchi, nella legge delega non si parla «e comunque non c’è soltanto quel tema».
Poi, ovviamente, sottolinea ancora una volta il membro della commissione Bilancio della Camera, «Occorre trovare il modo per un confronto tra le parti che sia il più possibile costruttivo». E forse quella di oggi pomeriggio, potrebbe essere una occasione, anche se il sindacato di via Roma brandirà con determinazione il risultato della riuscita mobilitazione di giovedì scorso. Una mobilitazione che aveva un solo nemico: la legge delega sul Jobs Act del governo Renzi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
