Parmigiano tarocco sequestrato al Salone di Parigi
Alla kermesse alimentare spunta il marchio "Parmesan". Scatta la denuncia del Consorzio, le autorità francesi ritirano il formaggio
REGGIO EMILIA. Poco prima del Salone internazionale dell'Alimentazione a Parigi, il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha ottenuto dalle autorità francesi il sequestro di «ben 7 prodotti», fa sapere, «evocanti» marchi italiani a Denominazioni di origine protetta (Dop), rivangando il problema del 'Parmesan'. Replicata a Parigi, un anno dopo, la situazione all'Anuga di Colonia, altro tempio agroalimentare: dura la reazione del Consorzio, che giorni fa aveva invitato alla vigilanza le autorità francesi.
La Corte di Giustizia europea aveva già sentenziato, ricorda il Consorzio, che «il termine Parmesan non è affatto generico e costituisce una evocazione della denominazione Parmigiano Reggiano; conseguentemente, il suo uso per formaggi non conformi al disciplinare è una violazione alla Dop italiana». «Anche in queste grandi vetrine internazionali - sottolinea il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai - si registrano forme di contraffazione e usurpazione del nome, applicato nei modi più fantasiosi ad altri formaggi o a prodotti che possono contenere Parmigiano Reggiano, ma che in alcun modo possono fregiarsi del suo nome o di altre diciture evocative o, ancora, della denominazione Parmesan, anch'essa in uso esclusivo al nostro prodotto».
La legislazione Ue è maturata dopo anni di contenziosi e prevede anche l'obbligo di tutela delle Dop «ex officio» in tutti gli Stati Ue, assegnando ai singoli Paesi la vigilanza e le misure adeguate. «Grazie all'immediato intervento dei nostri uffici legali in Italia e in Francia - continua Alai - si è arrivati al ritiro del prodotto ingannevole presentato al Sial di Parigi. La tempestività del lavoro delle autorità di vigilanza francesi dimostra che i sistemi di vigilanza del Consorzio e i meccanismi di tutela che abbiamo ottenuto in questi anni in ambito Unione Europea funzionano: ora resta l'auspicio che il ripetersi di queste dure azioni repressive ponga fine ad una pratica che vede in campo anche aziende importanti del settore, che certo non possono nè ignorare nè fingere di non conoscere le norme».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
