Quella strana gara del bus “fantasma”
Da Napoli a Scandiano per aggiudicarsi il servizio scuolabus. Til, esclusa, ricorre al Tar e perde: «Da chi ha vinto, dati falsi»
REGGIO EMILIA. Un bus con matricola «inesistente», «costi del personale fuori mercato» e gare al massimo ribasso. Sono questi i capitoli che hanno portato a una guerra a suon di carte bollate scatenata nel 2012 da Til contro il comune di Scandiano relativa all’aggiudicazione nel 2012 dell’appalto triennale per gli scuolabus andata alla Autoservizi Meridionali e alla Max Viaggi di Scandiano. I giudici di Parma hanno messo una pietra sopra alla disputa dando torto a Til che era ricorsa al Tar.
Una sentenza che non spegne la polemica, vista la posizione di Til, che non presenterà appello ma bolla come «irregolare» l’aggiudicazione che l’ha vista uscire di scena sulla piazza di Scandiano.
I giudici amministrativi bocciano in toto il ricorso presentato dalla Trasporti Integrati e Logistica (Til), società controllata dagli enti locali reggiani e dallo stesso Comune di Scandiano, ente per il quale gestisce anche la sosta e contro il quale si è però scagliata dopo aver perso la gara per il servizio scuolabus per gli anni 2012-2015 (base gara 307.500 euro), appalto che prevedeva l’aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa.
Til, gestore uscente del servizio a Scandiano, ha presentato un’offerta al ribasso per un totale di 301mila euro. A contendersi la gara c’era anche un’Ati (associazione temporanea di impresa) formata dalla Autoservizi Meridionali (azienda rodata con sedi a Napoli, Roma e Parma) insieme alla Max Viaggi, quest’ultima fallita lo scorso giugno con sentenza del tribunale di Reggio perché schiacciata dai debiti. L’offerta dell’Ati è stata di 287mila euro, importo che ha scalzato Til e portato all’aggiudicazione nel 2012 dell’appalto all’Ati.
Til, da par suo, ha contestato l’esito della gara, come spiega l’amministratore delegato dell’azienda pubblica di trasporti, Roberto Badalotti, che ha dovuto ingoiare il “no” del Tar. «Non intendiamo nemmeno presentare ricorso al Consiglio di Stato - spiega - perché abbiamo già pagato 7mila euro circa per il primo ricorso e la nostra società non può permettersi di spendere altri soldi. La mia convinzione resta comunque la stessa: a nostro parere l’aggiudicazione all’Ati non era conforme al bando. Di fatto vinceva chi, tra gli altri requisiti, aveva a disposizione il mezzo più nuovo. Noi ne avevamo uno con un anno di vita mentre Autoservizi Meriodionali aveva dichiarato di aver comprato un mezzo della Mercedes del quale risultava però un numero di telaio inesistente, secondo la banca dati della Mercedes. Noi abbiamo perso per pochi punti decimali e la gara è andata a loro con il beneplacito delle amministrazioni».
Il Tar, nella sentenza avversa a Til, è stato chiaro, derubricando l’errata iscrizione del numero di telaio a un mero errore di battitura, non sufficiente per escludere la ditta già dichiarata vincitrice della commissione comunale di Scandiano, che per l’occasione era stazione appaltante anche per altri tre lotti per servizi scolabus: uno per Casalgrande (anche questo vinto all’Ati in questione), un altro per Castellarano e il terzo per Rubieria.
Lo stesso Comune di Scandiano si era difeso in giudizio contro la controllata Til, che aveva sollevato - come si legge nel ricorso e nella successiva sentenza - un’ipotetica anomali relativa anche al costo degli autisti. Til aveva preventivato un costo del personale (2 autisti più un accompagnatore) pari a 193mila euro mentre l’Ati di soli 109mila euro. Un’incidenza del 64% sulla proposta di gara contro una del 38%. «Abbiamo agito in maniera pienamente trasparente e il servizio funziona senza intoppi - dichiara il sindaco Alessio Mammi - La ditta ha tutti i certificati a posto e i giudici ci hanno dato ragione».
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