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«C’è chi chiede tangenti? Caso isolato, siamo onesti»

di Chiara Cabassa
«C’è chi chiede tangenti? Caso isolato, siamo onesti»

Parlano Maria Rita Furnari e Roberto Cucchi, la presidente e il segretario di Anaci «Siamo di fronte a un’escalation impressionante della morosità nei condomini»

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REGGIO EMILIA. «Il nostro risentimento non riguarda tanto la notizia che Gabriella Ferretti sia indagata. Innanzitutto lo sapevamo da tempo, e soprattutto non fa parte di Anaci». A parlare è Maria Rita Furnari, titolare delle studio associato Furnari e presidente provinciale di Anaci (associazione nazionale amministrazione condomini e immobili) affiancata dal segretario dell’associazione, Roberto Cucchi. Non ci stanno a «fare di tutte le erbe un fascio». «Quell’artigiano - sottolineano - che sulla Gazzetta di domenica denunciava le tangenti che gli sarebbero state chieste da alcuni amministratori di condominio per poter lavorare, ha anche ammesso che la maggior parte degli amministratori è onesta. E così è. All’ Anaci provinciale sono iscritti ottanta amministratori di condominio: siamo tutti professionisti, e se una persona sbaglia, non va demonizzata un’intera categoria. E allo stesso artigiano che denuncia di non essere stato pagato dall’amministratrice di un condominio per le sue prestazioni, ricordiamo che a volte questo accade non per colpa degli amministratori ma perché i condomini non pagano le spese condominiali».

Andiamo oltre il caso specifico. Quanto è cambiato negli anni il lavoro di un amministratore condominiale?

«Il nostro è un compito sempre più difficile - ammette Furnari - e il condominio è un microcosmo in cui le tensioni sono sempre più tangibili. Da un lato assistiamo alla difficile convivenza tra culture e abitudini diverse che a volte si trasforma in una pericolosa intolleranza. Dall’altro la crisi non ha fatto che acuire le tensioni e fare esplodere il problema delle spese condominiali non pagate. Un debito di cui devono farsi carico tutti gli altri condomini che se una volta appartenevano al ceto medio, ora pure loro devono fare fatica per arrivare a fine mese. Da qui una conflittualità crescente».

Una situazione senza via d’uscita?

«Sicuramente - interviene Cucchi - fino a quando non si tornerà a creare lavoro, è difficile pensare in positivo. Ma il nostro lavoro non è di certo agevolato dalle banche che dopo avere concesso mutui spesso con troppa facilità, ora quando ci sono i problemi di morosità mandano avanti noi...».

In che senso?

«Mettiamo che un condomino, ad un certo punto, smetta di pagare sia il mutuo che le spese condominiali. La banca cosa fa? Sorniona, attende. E costringe noi amministratori a procedere con un decreto ingiuntivo per arrivare al pignoramento dell’appartamento. Solo in questo momento, guarda caso, si fa avanti anche la banca mettendo in questo modo in crisi tutti i condomini. Cosa che non sarebbe successa se la banca fosse intervenuta subito. Questo comportamento delle banche grida vendetta».

Tornando alla morosità, i numeri continuano a crescere?

«La situazione è davvero drammatica. Nel 90% dei condomìni - chiarisce Furnari - abbiamo almeno un caso di morosità. E voglio sottolineare che è una situazione a macchia di leopardo che riguarda tutti i quartieri della città. Per capirci, non parlo della zona stazione. Un esempio: in un condominio abbiamo calcolato una morosità per 48mila euro di cui 32mila e 800 erano a carico di sole tre persone. E sempre per tradurre in numeri la situazione, basti pensare che nel 2013, a Reggio, sono stati messi all’asta 453 appartamenti. Senza andare troppo indietro nel tempo, fino a 5 o 6 anni fa, se facevamo due decreti ingiuntivi all’anno era già tanto. I pignoramenti rappresentavano un’eccezione».

Chi è il vostro maggior creditore?

«Sicuramente Iren che nelle spese condominiali rappresenta un buon 80%. Per quanto riguarda il riscaldamento centralizzato, stiamo già dotando gli impianti centralizzati di apparecchi per la contabilizzazione del calore. Ritengo che l’individualizzazione dei servizi porti ad un risparmio considerevole, non solo per il singolo ma per tutto il condominio. Inoltre, educa i condomini al risparmio. Perché non dobbiamo dimenticare che c’è anche una mentalità da cambiare. E non mi riferisco solo agli extracomunitari. E’ aumentato l’individualismo dei condomini che, chiusa la porta di casa, una volta sul pianerottolo non si sentono più a casa loro. Deve passare il concetto che tutto quello che riguarda il condominio riguarda anche loro».

Ma quante facce ha la morosità?

«E’ difficile distinguere - ammette Cucchi - anche se di fronte a chi è assolutamente impossibilitato a pagare, c’è sicuramente chi ci marcia. Mi ricorderò sempre un pignoramento a cui ho assistito: un inquilino non pagava da tempo le spese condominiali e quando ci siamo presentati senza preavviso, in pieno inverno, ha aperto la porta ed indossava la giacca a vento. Ecco, questi pignoramenti fanno male. Poi c’è chi al contrario non paga ma pretende, a volte subaffitta pure, ha un atteggiamento strafottente, e magari gira con il macchinone...».

Nelle assemblee di condominio c’è ancora la voce “varie ed eventuali” o si parla solo di morosità?

«Purtroppo - ammette Furnari amareggiata - il tema della morosità è sempre quello più sentito. Le assemblee di condominio non sono più quelle di una volta e la crisi incide ma non è l’unico fattore responsabile. Fino a vent’anni fa ci si riuniva a turno in un appartamento piuttosto che in un altro, le famiglie erano contente di ospitare i propri vicini di casa. E si aveva fretta di finire perché poi, sempre a turno, c’era chi organizzava una grande spaghettata. Ora le assemblee non si fanno più nei condomini ma negli studi degli amministratori o in locali esterni... e niente spaghettata. Purtroppo i tempi sono cambiati e buona parte dei condomini non si conoscono neppure, si incontrano solo nelle assemblee».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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