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Coffrini, il comune di Novellara revoca gli incarichi al sindaco-avvocato

Coffrini, il comune di Novellara revoca gli incarichi al sindaco-avvocato

Nuovo capitolo dopo le dichiarazioni in favore del condannato per mafia Grande Aracri. Per la giunta di Elena Carletti "è venuta meno la fiducia"

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NOVELLARA. Con una delibera, esecutiva da ieri, la giunta comunale di Novellara ha revocato gli “incarichi giudiziali e stragiudiziali in essere con lo studio legale associato Coffrini Ermes e Coffrini Marcello e con i singoli professionisti”. La decisione era nell’aria da qualche tempo, a seguito delle dichiarazioni del sindaco di Brescello Marcello Coffrini su Francesco Grande Aracri, nell'ambito dell'inchiesta giornalistica condotta dai ragazzi di Cortocircuito sulle infiltrazioni delle mafie nel nostro territorio. Dichiarazioni che a posteriori lo stesso sindaco aveva definito «maldestre e sicuramente dettate da ingenuità», ma che hanno provocato sdegnate reazioni, acuite dopo la manifestazione in piazza di un numero consistente di brescellesi nel giorno del consiglio comunale che avrebbe dovuto “processare” Coffrini.

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Una decisione ponderata e dolorosa, ha detto la sindaca di Novellara Elena Carletti, per il lungo e positivo rapporto di fiducia e di collaborazione da tanti anni esistente fra il Comune di Novellara e gli avvocati Coffrini, padre e figlio. Per questo, prima della pubblicazione del verbale di deliberazione della giunta, la Carletti ha voluto incontrare il sindaco di Brescello, per ribadirgli personalmente che in questa decisione non c'è nulla di personale, e nessuna valutazione negativa sulla professionalità dello studio, ma dipende invece dalla presa d’atto che a fronte della ormai diffusa ed evidente presenza della mafia nel reggiano, gli enti pubblici non devono in alcun modo dare segnali di indifferenza e di sottovalutazione, ne sono più ammesse neppure prese di posizione maldestre e ingenue.

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Sul piano pratico, la giunta ha affidato all'avvocato reggiano Mauro Rossi la rappresentanza in giudizio e la difesa delle ragioni del Comune in relazione a tre cause, fra le quali anche e la procedura arbitrale fra il Comune di Novellara e l'Antica Corte dei Gonzaga srl in liquidazione, che di fatto blocca il riallestimento nei sotterranei della Rocca del Museo della Cultura e del Lavoro contadino. Altre tre cause pendenti sono state affidate all'avvocato Antonio Maria Salvatore Drogo, compreso il ricorso al Consiglio di stato per la revoca della recente sentenza sulla ormai annosa vicenda del famoso “cono visivo” che blocca incredibilmente da decenni la realizzazione del secondo stralcio della Tangenziale.
 

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