«I fondi regionali vadano alla sola area montana»
Castelnovo Monti: contro Pd e Gal il deciso attacco di Teneggi (Confcooperative) «Serve più trasparenza. No all’estensione dei territori per i finanziamenti»
CASTELNOVO MONTI. «I fondi regionali del programma europeo “Leader” devono essere investiti sui territori dell’Appennino senza se e senza ma»: è decisa la presa di posizione di Confcooperative alla vigilia dell’assemblea del Gal (Gruppo di azione locale) Appennino reggiano-antico Frignano, che oggi aprirà, di fatto, il percorso di costruzione del nuovo Piano di sviluppo locale.
La centrale cooperativa paventa infatti il rischio che si arrivi a un’estensione delle aree sulle quali i finanziamenti ricadrebbero, in presenza di criteri che privilegiano l’assegnazione dei sostegni in base al numero di abitanti: «Tutto questo – spiega la centrale cooperativa – sta portando ad una sorta di “caccia” a territori che nulla hanno a che vedere con l’Appennino, al solo fine di aumentare il numero di abitanti compresi nelle aree di azione del Gal. La conseguenza sarebbe un annacquamento delle risorse di cui potrebbe beneficiare la montagna». E su questo punto Confcooperative denuncia «i gravi ritardi e le distrazioni della politica locale».
«Il riferimento – spiega il direttore di Confcooperative, Giovanni Teneggi – è al documento del Pd montano pubblicato in questi giorni, che non solo richiama battaglie già perse, ma indica prospettive rispetto alle quali lo stesso partito ha determinato un flop. L’esempio evidente è il richiamo alla possibilità di utilizzare il cosiddetto Multifondo, che prevede come possibile l’uso dei fondi europei integrando, in un unico progetto d’impresa, diverse necessità e opportunità. Un richiamo singolare dopo che proprio il Pd si è opposto in questi anni a tale via».
«A fronte di questa situazione – osserva Teneggi– le nostre proposte e le nostre battaglie si articolano in quattro punti: estensione del perimetro del Gal limitato al completamento dei comuni già compresi; utilizzo di ogni possibilità del Gal per bandi multisettoriali che consentano di far lavorare insieme imprese di settori diversi; azzeramento dei contributi del Gal che vengono poi gestiti esclusivamente dal pubblico, cioè senza il coinvolgimento e la collaborazione da parte delle imprese sulle quali, invece, dovrebbero ricadere gli effetti degli investimenti; maggiore trasparenza e forti semplificazioni nella gestione dei fondi».
Andrea Vaccari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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