Spadoni, dopo le minacce si muove la Dda
Indagini serrate dei carabinieri per identificare i tre: da loro parole offensive anche alla De Miro
REGGIO EMILIA. Si muovono la Direzione distrettuale antimafia di Bologna e i carabinieri del Reparto operativo reggiano, dopo l’episodio denunciato dall’onorevole Maria Edera Spadoni: quell’intimidazione a non nominare il nome dell’imprenditore edile cutrese sottoposto a misura di prevenzione personale e patrimoniale Francesco Grande Aracri, arrivata da un gruppo di uomini di origine calabrese a margine dell’incontro pubblico dedicato all’acqua pubblica, sabato in piazza dei Martiri del 7 luglio.
Le bocche sono cucite. Ma si lavora alacremente. Sentendo testimoni e cercando di raccogliere più informazioni possibili, anche quanto eventualmente registrato dalle telecamere di sicurezza installate in città. Per arrivare, infine, a identificare i tre uomini.
In quello scambio di battute, non sarebbero volate soltanto intimidazioni nei confronti della parlamentare, ma anche parole offensive nei confronti dell’ex prefetto di Reggio, Antonella De Miro. Anche su questo i carabinieri ora cercheranno di fare chiarezza.
Intanto, all’indirizzo di Maria Edera Spadoni sono arrivate più parole di solidarietà. In primis dal leader del movimento di cui la stessa fa parte, Beppe Grillo, con un post sul suo blog, e dal collega Alessandro Di Battista. Quest’ultimo su Facebook scrive: «L'Italia è questa, è un Paese dove una deputata della Repubblica pronuncia il nome di un mafioso e subito tre giovanotti le si avvicinano e le dicono di non pronunciare mai più quel nome. Se ti arrivano minacce del genere significa soltanto che stai lavorando bene».
Il consiglio comunale di Bologna, invece, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle per esprimere solidarietà alla deputata pentastellata. Il sindaco Virginio Merola nel suo intervento in aula aveva definito «indispensabile arrivare all’approvazione di un ordine del giorno unitario per esprimere vicinanza e solidarietà alla deputata».
Lo stesso è avvenuto nel consiglio comunale di ieri pomeriggio a Reggio.
Il documento, presentato dal consigliere del M5S Norberto Vaccari, impegna il sindaco a convocare con urgenza la commissione dedicata alla legalità, di mettere in atto un controllo sempre più stringente sulle attività economiche del territorio per limitare il rischio infiltrazioni. Impegna inoltre il primo cittadino a promuovere iniziative sulla pericolosità della cultura mafiosa.
E’ stato approvato all’unanimità.
Tra i primi a esprimere solidarietà alla Spadoni, nella seduta del consiglio comunale, è stato il consigliere del Pd Dario De Lucia. Mettendo da parte il contrasto che qualche mese fa li ha visti protagonisti, con tanto di querela da parte della grillina. Poi, su Facebook l’iniziativa di De Lucia: « Inviteremo l’onorevole Spadoni a relazionare in commissione legalità».
Maria Edera Spadoni nella giornata di ieri è stata anche raggiunta dalle telefonate dei vertici delle forze dell’ordine reggiane.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
