Un esercito di 80 reggiani per aiutare gli alluvionati
La squadra di uomini e donne mobilitata per portare soccorso nel Parmense Impegnati su frane e smottamenti a Calestano, a Colorno e in un asilo in città
NOVELLARA. Sono rientrati alla base gli ottanta volontari della Protezione civile reggiana che, da lunedì, stanno assistendo le popolazioni alluvionate di Parma. Partiti da Reggio con cinque kit rischio idraulico, tre idropulitrici, e quattro moduli antincendio, i volontari reggiani hanno operato alle direttive del Centro operativo misto di Parma, coordinati da Reggio da Marcello Margini del Coordinamento provinciale delle organizzazioni di volontariato e da Luca Sinisgalli dell’Associazione radioamatori.
«I nostri volontari sono stati impegnati in particolare nella scuola dell’infanzia Arcobaleno in via Stirone in città, ma anche a Calestano, dove le intense piogge hanno provocato frane e smottamenti», spiega la responsabile della Protezione civile della Provincia, Federica Manenti.
Alcuni di loro – come ad esempio i componenti della “Bentivoglio” di Gualtieri – hanno fornito il proprio prezioso contributo anche a Colorno, dove hanno aiutato la popolazione a organizzare la posa dei sacchetti lungo il corso della Parma. Qui la paura è stata tanta, in quanto il fiume ha superato di 30 centimetri il suo massimo storico. Gli ottanta reggiani fanno parte dei Gruppi comunali di Albinea, Brescello e Reggiolo e delle associazioni Icaro Correggio, Bentivoglio Gualtieri, Ragazzi del Po Guastalla, Vos Casalgrande-Sassuolo, Associazione carabinieri in congedo di Campagnola, Tricolore Reggio, Campanone Scandiano, Gev di Reggio Emilia, Val d'Enza Radiocumunicazioni. Tra di loro anche una volontaria alla sua prima emergenza, Elisa Di Carlo della Val d’Enza Radiocomunicazioni.
Oltre che nel Parmense, gli aiuti reggiani si sono fatti sentire anche a Genova, dove alcune squadre (della Bentivoglio e della Val d’Enza) hanno portato la loro preziosa manodopera in aiuto alla popolazione, sommersa da un’improvvisa ondata di fango e melma. In quell’occasione, ai volontari reggiani si sono uniti a quelli di Parma, Ferrara, Rimini e Modena, guidati da un funzionario dell’Agenzia regionale e due della Provincia di Modena. A Genova hanno partecipato numerose squadre, tutte composte da quattro persone ed equipaggiate con attrezzature per la rimozione di fango e detriti. Vista l’emergenza che si era presentata nel capoluogo ligure, infatti, la Regione Emilia-Romagna e il sistema regionale di Protezione civile risposero immediatamente alla richiesta del Dipartimento nazionale. Non solo per la prossimità geografica, ma anche perché il sistema nazionale di Protezione civile è chiamato a cooperare in emergenze di questo tipo. (a.v.)
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