Centro diurno per anziani costruito dalla comunità
Albinea, le parole del sindaco e di don Bassissi all’inaugurazione di “Casa Cervi” «Una struttura che garantirà la classe A+ per la qualità della vita degli ospiti»
ALBINEA. «Grazie alle autorità presenti e passate, civili ed ecclesiastiche, grazie alle maestranze, agli sponsor, ai volontari, ma soprattutto grazie alla comunità. Il centro è l’attualizzazione di un sogno condiviso, nato da un’idea lontana formulata dall’ex sindaco Vilmo Delrio e da don Giuseppe Bassissi, e dalla donazione del terreno da parte di un generoso cittadino: Vivaldo Cervi».
Così è nato il Centro Diurno “Casa Cervi”, così, successivamente Antonella Incerti, allora sindaco e l’instancabile Don Bassissi hanno completato l’opera inaugurata sabato mattina. Toccherà ora al sindaco Nico Giberti proseguire il lavoro con la gestione della struttura, insieme a don Gigi Lodesani, succeduto a Don Giuseppe Bassissi.
«Si tratta di una struttura in classe A+, basata su modelli nordeuropei – ha sottolineato il sindaco Giberti – e la nostra ambizione è quella di coniare una classe A+ anche per classificare la qualità di vita che saprà offrire, del benessere fisico e psicologico degli ospiti».
Presenti, a fianco del sindaco, l’on. Antonella Incerti, l’assessore Regionale alle Politiche Sociali, Teresa Marzocchi,don Giuseppe Bassissi e Pietro Montanari, presidente della Società Albinea Casa Insieme, oltre ai Progettisti, arch. Carlo Margini e arch. Francesca Fava. Nel salutare ancora una volta la sua comunità Don Bassissi ha ricordato che questo rappresenta il suo ultimo progetto dopo l’Hospice, Casa Betania e il Centro Diurno e che ha l’ambizione di «mettere al centro dell'attenzione di tutti quell’anello di una comunità che si presenta più fragile: gli anziani».
Dopo la benedizione, anche a nome del Papa Francesco, e il taglio del nastro è stata scoperta la “prima pietra” scolpita da Giuseppe Ligabue, ricavata dalla Pieve di Albinea, riportante la sagoma di un angioletto segnavento situata sopra il campanile, e la dicitura “Comunitas Albinaee” riportata sulle panche che la comunità Albinetata nel 1006 donò alla Basilica della Madonna della Ghiara. I presenti hanno poi potuto visitare la struttura, apprezzare l’aromaterapia che si diffondeva negli ambienti, insieme al senso di piacevolezza evocato dalla luminosità, dagli arredi, dalla serenità suscitata dal luogo. Ancora una volta la parola “insieme” si riallaccia al Centro, ancora una volta le parole possono dare un senso aggiunto alle cose: Albinea, insieme, riuscirà nel suo intento e presto, gli ospiti, potranno godere dei comfort offerti dai suoi locali.
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