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Clown picchiatori: tre ragazzini nei guai

Clown picchiatori: tre ragazzini nei guai

Avevano raccontato la bugia dell’aggressione dei pagliacci per giustificare il ritardo a scuola ma ora sono stati denunciati

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REGGIO EMILIA. Avevano raccontato, e denunciato formalmente ai carabinieri, di essere stati aggrediti e rapinati da una banda di “clown picchiatori”. Invece, non era vero niente. Se lo erano inventati di sana pianta, per tentare di giustificare così il perché del ritardo nel rientro pomeridiano a scuola. Ma ora che la verità è venuta a galla, per i tre è scattata la denuncia.

Prosegue la psicosi da clown a Reggio e provincia. Ma per ora l’unica denuncia si è rivelata una colossale bufala, con tanto di effetti collaterali per chi se l’è inventata: i tre studenti infatti se la dovranno vedere con il tribunale per i minorenni di Bologna. Un 14enne e un 15enne dovranno rispondere di simulazione di reato e procurato allarme, un loro amico di favoreggiamento.

Tutto è accaduto il 15 ottobre scorso. I tre studenti si sono presentati in classe in ritardo raccontando alla prof e ai compagni dell’aggressione. Quindi, l’insegnante li aveva fatti parlare col preside che aveva chiamato i carabinieri, i quali avevano raccolto la loro segnalazioni. Il giorno dopo, accompagnati dai genitori evidentemente ignari della bugia, si sono recati in caserma in corso Cairoli per formalizzare in una denuncia quell’episodio che, in effetti, faceva acqua da tutte le parti.

Ma la verità è venuta fuori. E tornati dai militari, accompagnati del loro avvocato il legale Mattia Fontanesi, hanno ammesso la verità: che non c’è mai stato alcun clown, né alcuna rapina. Ai tre però la bravata costerà cara. Come prima cosa, è partita la denuncia per tutti quanti. Che da subito concretamente si tradurrà in un controllo molto ravvicinato da parte del tribunale per i minori.

Intanto, sulla psicosi clown l’attenzione è alta, anche in considerazione della vicina festività di Halloween. Ma i ragazzi è bene che sappiano che scherzi e bugie, possono avere conseguenze meno divertenti. (el.pe)

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