«Revoca a Coffrini, un atto necessario»
Novellara, il sindaco Carletti: «Venuti meno fiducia e condivisione di orientamenti. Nessuna indulgenza contro le mafie»
NOVELLARA. Riguardo alla delibera della Giunta comunale relativa alla revoca del rapporto di collaborazione, in atto da molti anni, fra il comune di Novellara e lo studio legale associato Coffrini Ermes e Coffrini Marcello, la sindaca Elena Carletti e gli assessori hanno cercato di tenere il profilo più basso.
È stata pubblicata come ogni altra deliberazione della Giunta secondo i termini di legge, senza alcun particolare rilievo, niente note ufficiali, niente comunicati stampa.
Ma naturalmente, dopo tutto le polemiche seguite alle note dichiarazioni del sindaco di Brescello Marcello Coffrini, e dopo la improvvida manifestazione che ne è seguita, la pubblicazione non poteva che richiamare un’ampia attenzione, cosa che è regolarmente successa.
Il giorno dopo parla solo la sindaca Carletti, per fornire alcune spiegazioni su come è maturata questa decisione, e a porre dei paletti per chiarire bene la posizione di tutta l’amministrazione comunale, su una questione comunque delicata creatasi a seguito delle dichiarazioni del sindaco di Brescello su Francesco Grande Aracri, nell’ambito dell'inchiesta giornalistica condotta dai ragazzi di Cortocircuito.
La prima precisazione della Carletti è che la revoca degli incarichi di consulenza, una procedura frequente e normale nella pratica corrente, non è un disconoscimento delle impostazioni di difesa delle ragioni del Comune nelle cause in corso da parte dello studio Coffrini. «Inoltre – ha detto la Carletti – non è stata una decisione improvvisata, presa a caldo. Ci siamo presi del tempo per riflettere, ne abbiamo discusso in Giunta, con il gruppo consigliare di maggioranza e con i gruppi consigliari di opposizione. E ci siamo trovati tutti a condividere lo stesso disagio. Perché, al di là degli aspetti tecnici, con i consulenti ci deve essere un rapporto di fiducia reciproca, senza ombre, basato su sensibilità e orientamenti condivisi. Cosa che evidentemente è venuta a meno». Ieri in Comune a Novellara sono arrivate telefonate di solidarietà e di approvazione da parte di altri sindaci di comuni reggiani.
«Ma noi non abbiamo voluto promuovere nulla di organizzato – ha ribadito la Carletti – La nostra è stata una decisione sofferta, dettata da un diffuso malessere dovuto al venir meno del rapporto di fiducia fra la nostra Amministrazione e una consulenza, indipendentemente dalla conduzione delle cause in corso. Sono dispiaciuta che le cose siano finite così, ci ho pensato anche la notte, ma era una decisione che come Giunta ci siamo sentiti in dovere di prendere, con l’appoggio di tutte le componenti dell’amministrazione comunale, nella convinzione che, nei confronti della mafia, non ci possano essere ne indulgenze, ne distrazioni, ne pressapochismi. Auguro alla comunità brescellese di recuperare un’immagine più consona ai quei principi di solidità morale, civile e politica che sono da sempre alla base della nostra convivenza civile, a Brescello come negli altri comuni reggiani».
Vittorio Ariosi
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