A Roma con 60 pullman per difendere l’articolo 18
Sarà imponente sabato la partecipazione dei reggiani all’iniziativa della Cgil- Mora: «La legge di stabilità non tende alla redistribuzione della ricchezza»
REGGIO EMILIA. Sarà imponente la partecipazione dei reggiani alla manifestazione nazionale indetta per sabato a Roma dalla Cgil. Il sindacato aveva preventivato la prenotazione di cinquanta pullman. Ormai si è arrivati a sessanta, per un totale di oltre tremila posti, visto il numero crescente delle richieste. Altre centinaia di lavoratori e pensionati raggiungeranno la capitale con il treno o con mezzi privati. Non trattandosi di uno sciopero, sono esclusi i dipendenti pubblici che lavorano nel fine settimana, ma diverse adesioni sono venute, ad esempio, dalle maestre d'asilo, che sono libere al sabato. I pullman partiranno intorno alla mezzanotte da varie località della provincia e, in città, dal centro Pigal in via Petrella.
La Cgil non è isolata nella sua iniziativa. Almeno sulla difesa dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori trova al suo fianco gli ex-segretari provinciali della Cisl, Mario Poli, e della Uil, Ermes Azzimondi, i quali hanno firmato sabato scorso un documento insieme agli ex-segretari della Cgil Franco Ferretti, Franco Pedroni e Gian Franco Riccò. Su questo e sugli altri temi sul tappeto si concentra l'attenzione dei cittadini iscritti e non iscritti ai sindacati, che hanno partecipato a centinaia di assemblee e a decine di iniziative sul territorio. I volantini, i manifesti, i social network, i siti web, la radio e la Tv hanno completato la campagna di informazione. Alle questioni già dibattute s'aggiunge ora l'ultima botta inferta dal governo ai sindacati attraverso la legge di stabilità: il taglio di 150 milioni al fondo dei patronati. «Si tratta - protesta Vanna Gelosini della segreteria Cgil - di una mossa molto grave. Il fondo è costituito anche con i contributi dei lavoratori. I patronati svolgono un servizio che, se fosse svolto dall'Inps, comporterebbe per l'istituto di previdenza l'assuzione di quasi seimila dipendenti in più e una spesa di oltre 600 milioni. Soltanto nella nostra provincia il patronato della Cgil, l'Inca, ha aperto l'anno scorso quasi diciannovemila pratiche, di cui 23.700 sono andate a punteggio e, quindi, sono sta"te rimborsate dallo stato. Ai nostri sportelli si sono rivolte 130mila persone». Il segretario Guido Mora polemizza sui contenuti della finanziaria: «La legge di stabilità - dice - non tende alla redistribuzione della ricchezza, ma ipotizza una guerra fra poveri. Prevede tre miliardi di entrate attraverso il recupero dell'evasione fiscale senza dire come raggiungere tale obiettivo, mentre quest'anno si sono recuperati solo 300 milioni. Ai più ricchi non si chiede una maggiore contribuzione. Nè si avranno effetti positivi sull'occupazione, nonostante lo spot del ministro Padoan che annuncia 800mila posti di lavoro in più, comprese le sostituzioni e le stabilizzazioni».
Luciano Salsi
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