Canile, l’ipotesi è maltrattamenti
Mentre la procura indaga i volontari difendono l’Enpa e i cani: «Non stravolgete ancora la loro vita»
REGGIO EMILIA. C’è un fascicolo aperto con un’ipotesi di reato, maltrattamento di animali, sul tavolo del sostituto procuratore Piera Giannusa. Ma per il momento, si indaga contro ignoti. Il magistrato attende l’esito degli accertamenti dei carabinieri del Nas, incaricati da lei stessa di fare chiarezza, dopo l’articolato esposto della consigliera comunale del M5S Paola Soragni che denunciava le cattive condizioni dei cani nel canile comunale gestito da Enpa a Cella e che ha già portato al sequestro amministrativo di 16 animali.
Intanto, sono i volontari della stessa associazione a prendere la parola. «Per dar soprattutto voce – scrivono – ai nostri amici a quattro zampe che non possono parlare e difendersi».
«Abbiamo deciso di dire la nostra, di metterci la faccia, al contrario di altre persone che si nascondono dietro l'anonimato – sottolineano – Non capiamo il motivo di tanta ostilità e chi ha formulato tali accuse non ha considerato le eventuali conseguenze delle proprie azioni e soprattutto che andranno a discapito dei cani».
«Ci sembra meschino fotografare un cane vicino ai propri bisogni prima che l'ambiente dove dorme venga adeguatamente pulito o prima che la ciotola dell'acqua venga riempita: ci riferiamo alle 124 foto “incriminanti”. Non vogliamo smentire ogni singola questione emersa, anche se potremmo farlo, crediamo in quello che facciamo, nell' Enpa e nelle istituzioni. Quello che vogliamo fortemente che emerga è la parte gratificante della nostra giornata: la riconoscenza dei cani, le coccole, i giochi». Concludono: «Chiediamo che non avvengano ancora stravolgimenti nella loro vita. La chiusura del casolare ha causato lo spostamento di 16 cani nella parte di canile adiacente e molti di loro hanno già dimostrato un forte disagio; qualsiasi ulteriore cambiamento sarebbe nuovamente traumatizzante. Noi siamo per loro una grande famiglia. I nostri amici a quattro zampe non fanno distinzioni di nessun genere. Ameranno indistintamente noi, voi e chi li ha chiamati in causa in questa vicenda e questo dovrebbe richiamare la coscienza e il buon senso di tutti».
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