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Cinque posti per 66 candidati: la carica dei reggiani

Evaristo Sparvieri
Cinque posti per 66 candidati: la carica dei reggiani

Sei candidati governatori, la sfida a tre Bonaccini-Gibertoni-Fabbri

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REGGIO EMILIA. Un esercito di 66 candidati, che il prossimo 23 novembre si contenderanno uno dei cinque seggi in consiglio regionale riservati alla circoscrizione reggiana. In attesa della convalida di legge, sei sono al momento i candidati alla Presidenza della Regione, per un totale di undici liste. Uno scenario che potrebbe essere rivoluzionato proprio in queste ore. Per essere ammessi alla tornata elettorale, infatti, ogni candidato reggiano dovrà presentare un minimo di 875 sottoscrizioni autenticate.

Quanto ai candidati alla Presidenza, per il centrosinistra c’è in corsa il segretario regionale uscente del Pd, Stefano Bonaccini, sostenuto dal suo partito in una coalizione che vede anche Sel, Centro per Bonaccini (lista composta da Centro democratico, Idv e Democrazia solidale) ed Emilia Romagna Civica, in cui sono confluite le candidature di Scelta Civica, dei Verdi e dei socialisti.

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RETTIFICA. Nella lista pubblicata in Pdf i nomi corretti delle due candidate di Centro Democratico sono Valeria Montanari e Samanta Gatti.

Per il M5S, alle prese con il caos espulsioni, dalle consultazioni online è risultata vincitrice la 39enne ricercatrice modenese, Giulia Gibertoni. Il centrodestra, invece, sarà guidato dal leghista Alan Fabbri, sindaco di Bondeno, nel Ferrarese, sostenuto non solo dal Carroccio, ma anche da Forza Italia e Fratelli d’Italia. Il forlivese Alessandro Rondoni sarà il candidato presidente di una coalizione composta da Ncd-Udc-Ppe-Pi, mentre il bolognese Maurizio Mazzanti sarà alla guida di Liberi Cittadini, il movimento fondato dagli ex 5 Stelle Giovanni Favia e Federica Salsi. La sinistra, infine, schiera la docente di filosofia parmense Maria Cristina Quintavalla, candidata presidente per la lista L’Altra Emilia Romagna.

Rigorosamente rispettate le quote rosa, secondo quando previsto dalla nuova legge elettorale regionale che ha introdotto la doppia a preferenza di genere: in caso di espressione di due preferenze, infatti, i due nomi sulla scheda devono riguardare candidati di sesso diverso, altrimenti si incorre nell’annullamento. Il 23 novembre, ci sarà un’unica scheda, sulla quale sarà possibile esprimere sia il voto per la candidata o il candidato presidente, sia per una delle liste che lo sostengono.

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Le regole. Se si esprime solo il voto a una lista, automaticamente la preferenza verrà estesa anche alla candidata o al candidato presidente collegati. Si può esprime anche solo il voto a una candidata o candidato presidente e a nessuna lista. Infine, è possibile attuare anche il voto disgiunto, che avviene quando si vota per una lista e per una candidata o candidato presidente non collegati alla lista stessa.

 

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