Expo, il Parmigiano Reggiano diventa show
Cottura spettacolarizzata ad ogni ora per gruppi di turisti. Il primo è arrivato dalla Germania
BIBBIANO. La nascita del Parmigiano Reggiano diventa uno show. Il consorzio “Bibbiano La Culla”ha ideato la cottura spettacolarizzata del re dei formaggi, accordandosi in esclusiva con un tour operator e puntando in particolare sull’Expo, che l’anno prossimo porterà tanti turisti a Milano e in Italia. Dimostrazioni di cottura del latte vengono realizzate da tempo dal consorzio bibbianese in varie località (soprattutto in estate sulla riviera romagnola, ma anche altrove: domenica scorsa, ad esempio, lo show era a Soliera di Modena), ma ora diventano anche “stanziali” – al parco Manara di Bibbiano, nell’arena spettacoli solitamente utilizzata per le feste dell’Unità – e, soprattutto, flessibili, in base alle esigenze delle comitive di turisti.
Il progetto, curato dalla Italian Unplugged Tours di Reggio Emilia, punta sull’Expo 2015, ma è già decollato: il 4 ottobre scorso, infatti, il Manara ha ospitato una quarantina di turisti tedeschi che, dopo aver visitato i castelli di Canossa e Bianello, e dopo aver pranzato nel ristorante di quest’ultimo, ha cenato a Bibbiano e ha assistito, assieme a circa 45 spettatori italiani, alla cottura di una forma di Parmigiano Reggiano. Significativo il titolo della cottura: “Fuoco al Mito”. Il tutto, nell’ambito dell’iniziativa “Caseifici aperti” del Consorzio del Parmigiano Reggiano.
Nei caseifici la cottura avviene di norma nella prima mattinata, per cui difficilmente i gruppi di turisti avrebbero la possibilità di assistere alla nascita del formaggio. Da qui l’idea di trovare una sede (l’arena del Manara, ora ribattezzata “del Parmigiano Reggiano”), di proporre spettacoli ad ogni ora e di usare anche la tecnologia, benché si tratti di riproporre un rito sempre uguale da mille anni a questa parte: davanti alla platea, a fianco della caldera in cui viene cotta la forma c’è un camioncino. Sopra, un grande schermo a led che propone le immagini in diretta della telecamera puntata sul pentolone in cui avviene la cottura, oltre a filmati sulle varie fasi della lavorazione del formaggio.
Lo show prevede attori ben determinati: i casari (Orietta Ferrari e Luigi Fino), i fuochisti sòt-caldera (Iller “Canèta” Franceschi e Michele Reggiani), le voci narranti (Umberto Beltrami in italiano, Donatella Jager Bedogni in inglese e tedesco) e una direzione tecnica (Davide Tassoni).
“Bibbiano La Culla” riunisce i caseifici locali. Il nome del consorzio deriva dal fatto che Bibbiano è "la culla del Parmigiano Reggiano". Il più antico documento in cui appare il termine formadio (padre del futuro Parmigiano Reggiano) è una pergamena dei monaci benedettini dell'abbazia di Marola, datata 13 aprile 1159, in cui si legge che tre fratelli di Formolaria (oggi Frombolara) di Carpineti accettavano terre in affitto dall’abbazia in cambio di denari, merci (pecore e giuncate ad arbitrium) e tre “aportos de formadio" (apporti di formaggio). Il documento fu redatto a Corniano di Bibbiano, in una dipendenza dei religiosi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
