L’Anticorruzione si abbatte su Iren
Il presidente dell’Autorità, Raffaele Cantone, sull’inceneritore: «Rapporto non corretto tra società pubbliche e appalti»
REGGIO EMILIA. «In questi giorni è stata inviata una contestazione, una richiesta di chiarimenti, per la vicenda del termovalizzatore di Parma. Ebbene lì il rapporto tra società pubbliche e appalti secondo me non è stato gestito in modo corretto». L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) accende i riflettori sull’inceneritore Iren di Parma. Lo rende noto lo stesso presidente, Raffaele Cantone, durante il suo intervento in Parlamento davanti alla commissione bicamerale sulle ecomafie e sul ciclo dei rifiuti, affrontando il tema dell’utilizzo delle società pubbliche prima che l’Autorità nazionale anticorruzione acquisisse la funzione di vigilanza sugli appalti.
«Bisogna rendersi conto di cosa si intende quando si dice sì alla possibilità specifica di affidarsi alla società pubblica – afferma Cantone – nel caso specifico, la società che era all’inizio pubblica al 100% ha finito per essere una Spa quotata in borsa. Questo sistema consente davvero di aggirare le regole sugli appalti? Non è una domanda retorica ma una scelta politica». Il riferimento è proprio al processo che ha portato alla nascita della multiutility, alla quale pressochè in contemporanea è stata inviata dall’Anac una relazione nella quale vengono contestate alcune procedure nell’ambito della realizzazione del polo ambientale integrato (Pai) di Uguzzolo.
«La stipula dell’accordo per la realizzazione del Pai tra ex Enìa e Comune di Parma ha di fatto comportato l’estensione della privativa comunale ceduta ad Amps Spa dal solo smaltimento (quale conferimento in discarica) anche alle attività di trattamento finalizzate invece al recupero del rifiuto», si legge nel documento Anac, a firma dell’ingegnere Filippo Romano, nel quale si mette nero su bianco che «gli eventi che hanno caratterizzato la realizzazione del Pai, con particolare riferimento alle modifiche statutarie dell’ex municipalizzata e all’originaria distensione della privativa comunale sui rifiuti allo smaltimento, abbiano causa una distorsione della concorrenza e comportato una posizione di vantaggio di Iren rispetto ad altri potenziali operatori economici, ciò sia per la realizzazione del termovalorizzatore sia per le future attività di gestione stessa del ciclo integrato dei rifiuti nell’area Parmense». Documenti analoghi sono stati inviati anche al Comune e alla Provincia di Parma, che ora avranno venti giorni di tempo per rispondere alle contestazioni.
Da Iren, intanto, sottolineano di aver «ricevuto solo per conoscenza una richiesta di chiarimenti» dall'Autorità Nazionale Anti Corruzione sull'iter di costruzione dell'inceneritore.
«Iren – spiegano dalla stessa multiutility – è una società a controllo pubblico, quotata in Borsa, che da sempre applica le disposizioni del Decreto Legislativo 163/2006 in merito alle procedure di gara per l'affidamento degli appalti, così come avvenuto anche per la realizzazione del Polo smbientale integrato di Parma e come già ampiamente documentato all'Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici nei mesi scorsi».
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