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Operatrice tv aggredita indagato l’uomo con coltello

Operatrice tv aggredita indagato l’uomo con coltello

Carpineti: si tratta del padre della ragazza che stava litigando con Ines Conradi I carabinieri procedono d’ufficio per l’arma che teneva in pugno e le minacce

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CARPINETI. Argomento unico di conversazione, o poco meno. Ieri a Carpineti, ma anche in buona parte della montagna, era difficile sentire chiacchierate che non riguardassero l’incidente di domenica pomeriggio a Tincana, fra Valestra e Bebbio, che ha coinvolto Ines Conradi, un’operatrice di Telereggio, e i familiari di una donna (la figlia e il padre di quest’ultima) uscita di strada poco prima, poi dimessa il giorno seguente dall’ospedale senza gravi conseguenze.

La Conradi era arrivata per riprendere i soccorsi a una 58enne finita fuori strada a bordo della sua Punto. Arrivata nel punto dell’incidente, dove si stava cercando di recuperare il mezzo, si è trovata di fronte i familiari della donna e ne è nato un confronto violento, dove dalle parole si è passati alle botte, alle ferite e minacce di morte nei confronti dell’operatrice, poi medicata al pronto soccorso di Scandiano. Fatti testimoniati, come la presenza della lama in mano all’uomo, dal video messo in onda da Telereggio, con le immagini riprese dalla telecamera della Conradi, in funzione durante la colluttazione.

I familiari della donna finita fuori strada sostengono di aver solamente reagito ai colpi sferrati per primi dall’altra parte in causa. Ed entrambe le parti stanno valutando se sporgere denuncia formale per aggressione, anche se per ora i carabinieri non hanno ricevuto segnalazioni ufficiali in questo senso.

Ma le immagini sono eloquenti e, nell’attesa di valutare eventuali denunce reciproche per lesioni da parte delle due donne (per le quali, essendo di pochi giorni le prognosi, si procede a querela di parte), i carabinieri hanno già avviato d’ufficio un’indagine nei confronti dell’uomo, per il reato di minacce aggravate.

Il diffondersi della notizia ha generato curiosità sempre crescente nel Carpinetano. Il video è stato visto e rivisto a casa e nei locali, in piccoli gruppi davanti ai computer, cercando di riconoscere l’una o l’altra persona. Di certo l’eco ottenuta dalla vicenda è altissima, anche a livello nazionale, e molti carpinetani erano divisi fra lo stupore per l’improvvisa popolarità e il dispiacere per i toni violenti. A Reggio la storia è diventata argomento principe, con numerosi attestati di solidarietà alla Conradi.

Come quello di Andrea Costa, segretario provinciale del Pd, che si schiera con l’operatrice «come segretario, come cittadino e come giornalista. Le minacce verbali e le violenze fisiche sono un fatto decisamente grave. Ho visto le riprese e da quelle immagini concitate traspare la violenza ma anche l’arroganza di chi pensa di poter fare, coltello alla mano, ciò che vuole. Anche per l'evidenza dei fatti chiediamo alle forze dell’ordine di fare piena luce su quanto è accaduto», conclude Costa.

Messaggi di auguri e di sostegno sono arrivati anche da Giuseppe Adriano Rossi, presidente dell’Associazione stampa reggiana “G. Bedeschi”, dalla Pro loco di Manno di Toano, dal sindaco di Sant’Ilario Marcello Moretti, dalla Cna e dalla redazione della televisione dove lavora. A conferma della risonanza nazionale, poi, l’intervento di Dario Celli del comitato di redazione del Tg2 Rai, che esprime «solidarietà senza se e senza ma» all’operatrice. E aggiunge: «Un Paese dove i giornalisti vengono presi a coltellate mentre stanno facendo il loro lavoro è un Paese dove la democrazia non sta molto bene».

Adriano Arati

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