«Piangevo a dirotto e lui mi violentava»
Protetta da un paravento, la 20enne racconta in aula le brutalità subìte il 19 marzo scorso dal fidanzato che voleva lasciare
POVIGLIO. Protetta da un paravento, ieri mattina – in tribunale a Reggio – la ventenne ha ripercorso quanto di allucinante le accadde il 19 marzo scorso, puntando il dito contro un’unica persona da allora in carcere, cioè il suo ex fidanzato di 24 anni (è difeso dall’avvocato Enrico Della Capanna e dal legale piacentino Alessandro Righi). [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.8899964:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2014/03/21/news/ti-lascio-e-lui-la-picchia-e-la-violenta-1.8899964]]
«Ci siamo incontrati sotto il portone e siamo saliti assieme – ha raccontato con calma – dato che volevo parlargli di noi, della nostra storia. Del fatto che da circa dieci giorni frequentavo un altro uomo, un suo amico. Volevo lasciarlo, terminare il rapporto. Gli ho detto che c’era qualcosa che non andava tra di noi. All’inizio era tranquillo, poi ha iniziato ad arrabbiarsi. E aveva degli occhi che non ho mai visto, anche se siamo stati fidanzati sei anni. Ha iniziato a insultarmi, mi sputava addosso. Poi mi ha spaccato il cellulare in mille pezzi. E mi ha detto: “Adesso sei chiusa dentro, non puoi più fare niente. Non puoi scappare né chiedere aiuto a nessuno”. Mi ha dato uno schiaffo in faccia. Poi mi ha messo le mani addosso, mi ha strappato i vestiti. Avevo solo la canottiera». E’ il momento più duro della testimonianza: «Ha iniziato ad abusare di me. Ho cercato di divincolarmi, con le gambe e con le braccia. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.8913112:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2014/03/23/news/non-ho-violentato-la-mia-ex-fidanzata-1.8913112]] Ma non c’è stato niente da fare. Mi strappava i capelli, mi tirava la roba addosso. Tutto sarà durato due ore. Sputi, parolacce, mani addosso. “Basta! Ho paura, me ne voglio andare”, dicevo. Ma non ci sono riuscita. E lui mi ha detto: «Se ti possono scopare gli altri perché non posso farlo io?“. Poi è successo tutto. Mi ha violentato mentre piangevo a dirotto».
Solo un attimo di disattenzione del 24enne ha poi permesso alla ragazza di fuggire in strada. Come ha confermato – sempre ieri in aula – la vicina di casa: «Ho visto la giovane che scappava. Gridava “aiuto, aiuto”. E addosso aveva solamente una canottiera. Prima avevo sentito un gran casino provenire da quella casa».
Infine i carabinieri intervenuti hanno confermato d’aver trovato i capelli della ventenne, a ciocche, sul pavimento.
Si tornerà in aula il prossimo 19 novembre per le altre testimonianze.
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