«Celiaci? In fondo non chiediamo tanto»
Il Comune rispedisce le accuse al mittente: «Nelle mense scolastiche ad inizio anno le forniture ci sono per tutti i bimbi»
REGGIO EMILIA. «L'Istituzione fornisce per tutta la durata dell’anno tutti gli alimenti, tra cui la farina che consente la produzione del maggior numero degli alimenti da forno consumati (pane, focacce, pizza, torte) e, ovviamente tutti gli altri alimenti, consumati anche dagli altri bambini, e non contenenti glutine. Alle famiglie è richiesto un contributo minimo, necessario ad integrare il costo dei pasti». Una parziale ammissione. Così dal Comune replicano al caso sollevato dalla Gazzetta sulla carenza di pasti per celiaci ai bimbi nelle mense delle scuole dell’infanzia comunali. Una situazione che ha provocato lamentele da parte di numerosi genitori, che devono provvedere a fornire il pasto ai propri figli impiegando i sessanta euro di contributo erogati mensilmente dal Servizio sanitario nazionale. Un problema che non esiste nelle scuole statali, dove a fornire i pasti è la Cir.
«Agli inizi degli anni duemila la direzione dei servizi Nidi e Scuole Comunali ha concordato con l’associazione Celiaci di Reggio, allora presieduta da Patrizia Mastropietro, le prassi da seguire in caso di presenza di celiaci nelle scuole e nei nidi comunali – affermano dal Comune – Tenuto presente il contributo che il Servizio sanitario nazionale erogava ed eroga alle persone affette da celiachia per l’acquisto dei prodotti specifici, sostitutivi di quelli contenenti glutine, l’accordo prevedeva e prevede che all’inizio dell’anno la prima fornitura di farina, pasta, cracker, grissini e altri eventuali prodotti per merenda già pronti venga acquistata dall’Istituzione e, man mano che la fornitura si esaurisce, che essa venga integrata dalla famiglia ma solo relativamente ad alcuni prodotti ed in particolare a pasta, cracker, grissini e altri eventuali prodotti per merenda già pronti».
Una situazione che potrebbe cambiare? Dal Comune non si sbilanciano: «La nuova giunta insieme alle Istituzioni educative crede sia necessario un intervento deciso di politiche attive per favorire le famiglie nelle quali si trovano bambini che hanno bisogno di alimentazione specifica. In questo modo applichiamo il principio di sussidiarietà e di supporto finanziario al tema dell’alimentazione scolastica anche a chi ne ha più bisogno. Le scelte vanno maturate all’interno di una visione di collettività, in un’ottica di equità e di solidarietà che guarda a tutte le differenze presenti e chiede il contributo di tutti i soggetti coinvolti».
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