Confesercenti si scaglia contro le sagre
L’associazione di categoria punta il dito su fiere e mercatini: «È concorrenza sleale, danneggiano i commercianti»
REGGIO EMILIA. Fiere, sagre, feste di paese. Confesercenti lancia l’offensiva contro mercatini e manifestazioni con somministrazione temporanea di cibi e bevande, considerati insieme all’abusivismo e alla contraffazione la principale causa di chiusura delle attività commerciali.
È quanto emerso nell’ultima assemblea regionale dell’associazione di categoria, nella quale sono stati lanciati dati definiti «allarmanti», sulla base di numeri elaborati da uno studio Nomisma commissionato proprio da Confesercenti. In tutta la regione, nei primi otto mesi del 2014, nel solo settore commerciale hanno chiuso i battenti 2006 negozi, a fronte di sole 880 nuove attività. Situazione simile per le imprese ricettive: 1.294 chiusure a fronte di 643 nuove aperture.
«Su questi dati pesano enormemente l’abusivismo, l’illegalità diffusa e le attività a “regime agevolato” – affermano da Confesercenti – sagre, fiere, mercati degli hobbisti, del riuso, circoli privati e agriturismi che pur essendo regolarmente autorizzate godono di regimi fiscali e regolamentari agevolati e negli ultimi anni si sono moltiplicate in modo incontrollato: 1.500 imprese sono a rischio chiusura solo a causa di quest’ultima anomala concorrenza, che sottrae alle imprese del commercio e della ristorazione ben 334 milioni di euro, cui vanno aggiunti altri 500 milioni di fatturato annuo generato da abusivismo e attività illegali».
Secondo il rapporto, sono circa 9.700 le manifestazioni che si sono svolte nel 2013 in Emilia-Romagna, di cui 5.800 con somministrazioni di cibo e bevande. La nostra provincia rientra nella fascia che oscilla tra le 500 e le 999 manifestazioni annuali, coinvolgendo un massimo di duemila giornate di “festa”.
In media, a livello regionale, sono 57 le giornate di manifestazione ogni anno per Comune. Numeri che hanno convinto gli esercenti reggiani a considerare proprio le sagre, le fiere e i mercatini uno dei principali bersagli da mettere nel mirino, accusandoli di «concorrenza sleale».
Per quanto riguarda la nostra provincia, ne è convinto il 44% degli esercenti, per i quali sono proprio le attività “agevolate” nella somministrazione il fenomeno che determina maggiormente la riduzione del giro d’affari delle proprie imprese.
«Se abbiamo sentito la necessità di affidare una ricerca a Nomisma – spiega il presidente della Confesercenti Emilia-Romagna, Roberto Manzoni – è stato per dimostrare con i numeri ciò che denunciamo da tempo: abusivismo, illegalità e regimi agevolati hanno un impatto devastante sul complesso delle attività commerciali e turistiche. È necessario contrastare con tutti i mezzi ogni forma di abusivismo e di illegalità, regolamentando con controlli efficaci le attività di somministrazione temporanea, come nel caso di fiere e sagre, che stanno diventando delle vere economie parallele fortemente agevolate».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
