Parmigiano Reggiano, è allarme truffe
Il Consorzio ha segnalato gli episodi alla Procura e alle forze dell’ordine oltre ad allertare gli operatori del settore
REGGIO EMILIA. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano alza la guardia e mette in allerta i caseifici, ma anche le autorità giudiziarie, rispetto a possibili truffe che potrebbero ricadere su produttori e commercianti nelle compravendite di prodotto. In una lettera inviata a tutti i consorziati, infatti, l'Ente di tutela sottolinea d'aver ricevuto diverse segnalazioni, da parte di commercianti e operatori del settore, rispetto a soggetti che vanno proponendo ingenti quantità di formaggio a prezzi assolutamente anomali rispetto a quelli di mercato, "utilizzando ed evocando illegittimamente - si sottolinea nella comunicazione - il nome del Consorzio di tutela o vantando conoscenze e/accreditamenti all'interno dello stesso Consorzio che sono del tutto prive di fondamento".
L'Ente di tutela sottolinea, inoltre, la particolare insidiosità di quelle che possono configurarsi come autentiche e rilevanti truffe: per rendere credibili le loro proposte - spiega il Consorzio - tali soggetti risulta abbiano anche organizzato incontri presso i magazzini di caseifici consorziati, proponendosi agli stessi caseifici come potenziali acquirenti e, contemporaneamente, spacciandosi di fatto, nei confronti dei loro potenziali clienti, come i proprietari del formaggio visionato.
Questi fatti sono già stati segnalati dal Consorzio alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia e ad altre autorità competenti, primi fra tutti i componenti della Commissione provinciale antitruffa, che include, insieme al Questore, il Prefetto, il Comandante dei Carabinieri e il Comandante della Guardia di Finanza.
Allertate le autorità e i consorziati, il Consorzio, in considerazione della gravità dei casi segnalati (accresciuta dagli ingenti quantitativi di prodotto che vengono offerti), invita i caseifici a prestare la massima attenzione ai contratti commerciali che venissero loro proposti e, in caso di situazioni anomale, a non esitare nell'informare immediatamente il Consorzio e, se del caso, le forze dell'ordine e le autorità giudiziarie.
Uno degli ultimi episodi di truffa legata al Parmigiano Reggiano risale a non più di un mese fa quando un commerciante aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si era presentato come un cliente abituale, ordinando una forma di Parmigiano Reggiano riferendo che il giorno successivo un suo zio sarebbe passato per il ritiro. Effettivamente l'indomani si era presentato un uomo a ritirare e a pagare 784 euro con assegno bancario. Ma l'assegno era poi risultato provento di furto. Non solo: il negoziante aveva ricevuto una contestazione dal ristoratore, che aveva ricevuto la fattura d'acquisto per un ordine mai effettuato. Le indagini hanno portato a denunciare per truffa e ricettazione un reggiano e un bolognese.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
