Taglio del nastro al museo in Val Tassaro
Vetto: dedicato al patrimonio naturalistico della zona, gambero di fiume e salamandrina i protagonisti
VETTO. Domani, alle 9.30, al Centro Visite dell’Area Sic della Val Tassaro, nella splendida e storica borgata di Crovara, viene inaugurato il museo che illustra il patrimonio ambientale di questa importante zona naturalistica. «Un passo nel passato dove, ancora oggi, possono capitare scoperte eccezionali lungo il “sentiero dei gamberi”, autoctoni e molto rari, come la recente scoperta della Salamandrina di Savi», spiega Aronne Ruffini vicesindaco del Comune di Vetto. «Grazie ai finanziamenti concessi dal Gal Antico Frignano-Appennino Reggiano al Comune di Vetto nell’ambito della Misura 412 _ aggiunge Luciano Correggi, presidente dell’ente reggiano modenese _ è stato possibile realizzare l’inedito sentiero naturalistico dei Gamberi, che costituisce un unicum nell’intero panorama del territorio appenninico. Nella Valle del Tassaro, sotto Crovara, sono infatti presenti importanti popolamenti di questo raro crostaceo, che è ormai scomparso in gran parte del territorio regionale». Sempre i finanziamenti del Piano di sviluppo rurale hanno consentito di attrezzare l’antico sentiero che da Crovara scende nel Rio Tassaro, dotandolo di cartelli didattici che illustrano l’ecologia del Gambero, sistemare alcuni tratti di percorso in assetto precario e anche realizzare opere in greto per difendere dall’impeto delle acque alcune zone di riproduzione dei gamberi di fiume.
In merito alla Salamandrina di Savi, è stata scoperta in zona proprio nel corso degli interventi per la realizzazione del sentiero del Gambero. Si tratta di un anfibio endemico, la cui presenza nelle provincie di Modena e Reggio è nota soltanto nella Val Tassaro. «La Montagna InCantata, promossa dal nostro Consorzio _ aggiunge Marino Zani, presidente del Consorzio di Bonifica _ ha intrapreso un percorso di tutela e riscoperta di questa eccezionale valle dove si uniscono natura, storia e lavoro dell’uomo. Lo dimostra lo storico Savino Rabotti che ha donato diversi attrezzi al museo per la raccolta etnografica: l’importanza del museo di Crovara è dettata anche dal fatto di potere trasmettere alle nuove generazioni quello che fu delle antiche civiltà e che ben si sposa alle eccellenze naturalistiche qui esposte».
Nel centro visite è possibile trovare mappe e percorsi, free wi – fi, punto relax, audioguide della zona, alcuni pannelli didattici illustranti l’ecologia dell’ambiente fluviale della Val Tassaro, unitamente a reperti naturalistici, che consentono di mostrare nella loro bellezza l’ingente patrimonio naturalistico di questo angolo di territorio. Dopo l’inaugurazione è previsto un convegno.
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