Tassa sui rifiuti, gli industriali fanno causa al Comune
Nuovo ricorso al Tar (dopo il caso di Bagnolo) da parte di Unindustria insieme a tre aziende contro la Tari: "Ci fanno pagare più del dovuto"
REGGIO EMILIA Unindustria porta davanti al Tar il Comune per la tariffa sui rifiuti. E il Comune si prepara alla battaglia legale. Oggetto del contendere, la delibera del consiglio comunale dello scorso 14 aprile, con la quale è stato approvato il regolamento per la disciplina della tassa sui rifiuti, introducendo la Tari. Una tariffa che non è andata giù all’associazione degli industriali, che insieme ad altre aziende reggiane (le ditte Officina Ferrari GBW S.r.l., Imovilli Pompe S.r.l. e Mazzieri S.n.c.) ha deciso di impugnare il provvedimento davanti al tribunale amministrativo di Parma.
«Unindustria Reggio Emilia per anni ha sollecitato le amministrazioni locali ad introdurre elementi di maggiore equità nella regolamentazione della tassa rifiuti - afferma Savino Gazza, vicepresidente dell’associazione degli industriali con delega all’Ambiente e all'Energia – Le imprese produttive si vedono applicare la tassa sulle superfici dei propri stabilimenti con criteri che non tengono conto dell'effettiva produzione di rifiuti urbani. A questo si aggiunge il fatto che la grave crisi che colpisce duramente i vari settori industriali ne limita la produttività e quindi i relativi rifiuti». Secondo Gazza, «la normativa da tempo consente ai Comuni di applicare una tariffa puntuale in attuazione del principio comunitario “chi inquina paga”, nella nostra provincia questa previsione di legge non è mai stata presa in considerazione. Segnaliamo che la tariffa puntuale oltretutto avrebbe anche impedito l’aumento delle aliquote che vi è stato in occasione del passaggio da tariffa igiene urbana (Tia) a Tares con inclusione dell’Iva nei costi da finanziare».
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A supporto delle proprie tesi, da Unindustria citano il decreto legge 6 marzo 2014 n. 16, poi convertito nella legge 2 maggio 2014 n. 68, che «secondo la nostra opinione, ha finalmente chiarito l’esclusione dalla tassazione delle superfici dove sono prodotti rifiuti speciali, che non possono essere raccolti dal servizio pubblico ma che devono rimanere a carico delle imprese». Dal Comune, intanto, sono corsi ai ripari, affidando allo studio legale Pagliari-Sollini il compito di rappresentarli davanti al tribunale amministrativo. Ma da Unindustria non si fanno intimidire. «Il Comune di Reggio Emilia – aggiungono – in grande anticipo rispetto ai tempi ha approvato, quando ancora il decreto non era stato convertito, il regolamento sulla tassa rifiuti che vanificava gran parte della portata innovativa della norma di legge, cancellando di fatto le agevolazioni di cui avrebbero potuto beneficiare gran parte delle imprese manifatturiere reggiane. Da qui ne è scaturita la scelta di iniziare e portare avanti questo iter processuale per vedere riconosciuti i diritti delle aziende associate».
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