Mamma e due figlie intossicate dal gas
Reggiolo, la loro abitazione invasa dal monossido di carbonio: la nonna se ne accorge, lancia l’allarme e le salva
REGGIOLO. Paura, nella notte fra giovedì e ieri, per una madre di 38 anni e per le sue figlie di 9 e 13 anni, rimaste intossicate dal monossido di carbonio a causa del malfunzionamento della caldaia.
Il fatto è accaduto intorno alle quattro in via Giotto, al numero civico 13, nella frazione di Brugneto.
La mamma e le due figlie, dopo le prime cure al pronto soccorso dell’ospedale di Guastalla, sono state accompagnate in ambulanza a Fidenza (Parma), per un trattamento in camera iperbarica. Ora sono fuori pericolo e nella serata di ieri hanno potuto fare ritorno a casa.
Da alcuni giorni, a causa dell’abbassamento della temperatura notturna, la 38enne ha acceso per qualche ora la caldaia per riscaldare l’abitazione ma non si è accorta che la canna fumaria fosse ostruita, probabilmente da un nido.
La caldaia, così, anziché immettere in atmosfera i gas combusti, li ha diffusi anche all’interno dell’abitazione, fino a provocare l’inconveniente che poteva costare caro alla donna e alle bambine.
«Da un paio di giorni mia figlia mi diceva che aveva mal di testa e una delle bambine sembrava accusare sintomi influenzali, come stanchezza e vomito – racconta la nonna delle bambine, che vive nella stessa casa – Era già da un po’ che avevamo chiesto l’intervento di un manutentore della caldaia ma, essendo molto impegnato in questo periodo, non era riuscito a visionarla. Solo nella notte di giovedì, verso l’una, ho capito che c’era qualcosa di strano, perché mia figlia stava molto male. Ha tentato di alzarsi dal letto ma è svenuta e, cadendo, si è procurata un taglio sotto il mento. Così ho chiamato il 118 e i vigili del fuoco».
Il personale sanitario della Croce Rossa di Guastalla si è subito preso cura della madre e delle due bambine mentre i vigili del fuoco di Guastalla, strumenti alla mano, dopo aver appurato la presenza di monossido di carbonio nell’abitazione, hanno provveduto a chiudere l’impianto.
«Per fortuna mia figlia e le mie nipotine – spiega ancora la nonna – stanno meglio».
La casa è stata immediatamente aerata, aprendo tutte le finestre. L’intossicazione da monossido di carbonio è una delle conseguenze più pericolose di un malfunzionamento della caldaia. La manutenzione, non va dimenticato, è l’unico e più efficace strumento per tenere sotto controllo eventuali problematiche derivanti da incuria, sporcizia e dalla normale usura che può colpire un impianto. Senza contare che il monossido di carbonio è un killer silenzioso: nessuno si accorge della sua presenza, se non quando è troppo tardi.
Per evitare l’intossicazione da monossido di carbonio, è quindi basilare mantenere pulita ed efficiente la propria caldaia. Un risultato, questo, che si raggiunge con gli interventi ordinari da parte dell’installatore o della squadra alla quale si è deciso di affidarsi per la messa a norma dell’impianto e della sua manutenzione sul lungo periodo.
Mauro Pinotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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