«Una sentenza epocale, ora via ai risarcimenti»
Strage di Cervarolo, lo storico tedesco di Istoreco Matthias Durchfeld «Spero che i parenti delle vittime possano avere giustizia in tempi brevi»
VILLA MINOZZO. «E’ una sentenza storica che, se confermata, potrebbe aprire prospettive inedite per il futuro, per tutti i conflitti in essere e per quelli di domani».
È ovviamente soddisfatto Matthias Durchfeld di Istoreco, l’istituto storico reggiano, dopo la sentenza della Corte costituzionale italiana, che smentisce una sentenza della Corte Internazionale dell’Aja sui risarcimenti degli Stati ai parenti delle vittime di crimini di guerra.
E’ soddisfatto come operatore storico e come amico delle decine di abitanti di Cervarolo che, per anni, ha affiancato in processi e cause, viaggiando con loro verso Verona.
La decisione tocca infatti da vicino Reggio, e in particolare Cervarolo di Villa Minozzo, dove il 19 marzo del 1944 le truppe uccisero decine di persone in un’operazione di rastrellamenti su tutto il crinale appenninico emiliano.
La corte dell’Aja aveva stabilito che gli Stati non dovessero risarcire le vittime di crimini di guerra commessi dai loro eserciti, lasciando cadere la responsabilità collettiva nazionale. La Corte costituzionale italiana, dopo un ricorso partito da una serie di processi istruiti dal tribunale militare di Verona – dopo la scoperta del cosiddetto “armadio della vergogna” nel 1994 – ha ribaltato la sentenza, concedendo ai famigliari il diritto a un risarcimento da parte degli Stati.
E, fra le cause coinvolte, vi è anche l’eccidio di Cervarolo, per cui sette militari tedeschi, con incarichi di responsabilità all’epoca, sono stati condannati. La Germania dovrebbe quindi risarcirli, per la Corte costituzionale.
«Questa è una sentenza a suo modo epocale, per cui dobbiamo ringraziare l’avvocato tedesco Joachim Lau, che vive a Firenze e che non ha mai mollato», spiega Durchfeld.
«Se la sentenza diventasse esecutiva, si aprirebbero prospettive molto interessanti, e non solo per il passato, ma anche per l’oggi e per il futuro. I parenti delle vittime di guerra dei conflitti che si combattono oggi, o di quelli che potrebbero combattersi domani, potrebbero rivalersi contro le nazioni che hanno avviato queste guerre», sostiene.
«Certo non sarà facile che non arrivino altre modifiche, sono questioni di politica internazionale importanti e delicate, ma intanto possiamo goderci questa vittoria morale».
Buona sicuramente per il morale, per la pratica invece si dovrà attendere: «I tempi della giustizia, soprattutto per casi come questi, dove sono coinvolti diversi Stati, sono spesso lunghissimi, e spero che i parenti delle vittime di Cervarolo possano vedere i risarcimenti in un periodo accettabile. Se lo meriterebbero, come riconoscimento per il loro impegno e la loro costanza», riflette Durchfeld.
Il discorso poi si allarga rispetto ai singoli casi: «Come operatore storico e anche come cittadino tedesco, sono contento per la sentenza e per il lavoro che ha portato ad ottenerla, voluto anche da tanti tedeschi. Molte persone, in Germania, non erano contente per come erano andate le cose sino ad ora, per la mancata responsabilità degli Stati per questi crimini di guerra, e si sono impegnate perché le cose cambiassero», racconta.
Adriano Arati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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