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Fabbri: «Emiliani e rom mai più sullo stesso bus»

Fabbri: «Emiliani e rom mai più sullo stesso bus»

La provocazione del candidato leghista: «Lo ha già fatto una giunta di centrosinistra. Non li hanno chiamati razzisti»

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«Dividere i rom sugli autobus dal resto dei cittadini? L’idea mi piace e sono pronto in Regione a introdurla nel patto per la mobilità. Se l’avesse proposta la Lega ci avrebbero preso per razzisti. Lo ha fatto il centrosinistra, in Piemonte, e diventa strumento di integrazione». Una provocazione, lanciata proprio il giorno del suo debutto nella nostra provincia, in occasione della presentazione di tutti Giovani padani in lista con il Carroccio alle regionali. Alan Fabbri, sindaco di Bondeno e candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, lancia la sfida a Stefano Bonaccini direttamente da Reggio, annunciando di voler esportare anche in Emilia l’iniziativa presa dalla giunta di centrosinistra a Borgaro Torinese: corse “divise” sugli autobus, da un lato i rom, da un altro gli italiani. «Mi piacerebbe sarebbe cosa ne pensa Bonaccini – afferma malizioso – Per noi difendere i diritti dei cittadini emiliani viene prima di tutto».

Contrasto all’immigrazione e sicurezza. Sono alcuni degli argomenti storici del Carroccio, ai quali Fabbri – il candidato con il codino battezzato addirittura ad Arcore da Silvio Berlusconi – aggiunge nuovi temi per la campagna elettorale. Come l’annuncio di presidi davanti agli inceneritori («Non vogliamo i rifiuti del sud»), l’abolizione degli studi di settore, gli interventi sulle infrastrutture, prima fra tutte la Cispadana. E poi maggiore attenzione al lavoro, alla sanità («Contro la politica accentratrice degli ospedali») e alle tasse «che il governo taglia dalla porta e fa rientrare dalla finestra degli enti locali, con tanto di siparietti tra Delrio e Chiamparino sulla pelle dei cittadini».

Alan Fabbri, candidato del centrodestra, all'incontro della Lega al Remilia

Proprio l’opposizione al governo Renzi sarebbe secondo il candidato del Carroccio il collante che terrà unita una coalizione “bipolare”, tra il federalismo leghista e il centralismo romano di Fratelli d’Italia, partito quest’ultimo in seria difficoltà nel reperimento delle firme in tutte le province. In mezzo, Forza Italia di Berlusconi, che alla disperata ricerca di un candidato alla fine ha optato per il sindaco col codino, già pronto a scendere in campo da settimane. «La coalizione è composta da tutti i partiti di centrodestra che si oppongono al governo. È stata una nostra imposizione: anche Ncd e Udc hanno chiesto di correre con noi, ma non abbiamo voluto. Berlusconi? Credo che il centrodestra abbia fatto una riflessione e abbia capito che solo un sindaco può incarnare una politica vicina alle persone».

Ad ascoltare Fabbri, anche il segretario nazionale dell’Emilia, Fabio Rainieri, che elogia le giovani leve leghiste mostrando davvero poco fair-play nei confronti dei suoi alleati: «I giovani padani non sono come quelli di Forza Italia, fighetti che sanno mettersi solo giacca e cravatta per andare davanti a Berlusconi. I nostri no. Hanno fatto un gran lavoro». A sfilare, dopo le sue parole, sono proprio i Giovani padani in corsa per un seggio. Come il reggiano Gabriele Delmonte, da Montecchio: «Smantellare i campi nomadi e rilanciare il Santa Maria le priorità per Reggio – dice – siamo giovani, ma non abbiamo paura di nulla: ne abbiamo passate di tutti i colori, comprese violenze fisiche e verbali. È difficile per un giovane leghista essere in Emilia. Ma non ci tiriamo indietro».

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