Gazzetta di Reggio

Reggio

Firme, fuori i “Liberi cittadini”

Firme, fuori i “Liberi cittadini”

Il movimento degli ex 5 Stelle non potrà schierare i sei candidati reggiani

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Liste “zoppe” e probabili ricorsi, con la circoscrizione reggiana che perde prima di partire i sei candidati in corsa per “Liberi cittadini”. La corsa all’ultima firma si è chiusa ieri alle 12, alla corte d’appello di Bologna, dove sono state depositate 12 liste e sette candidati alla presidenza della Regione: Stefano Bonaccini, Alan Fabbri, Giulia Gibertoni, Cristina Quintavalla, Maurizio Mazzanti, Alessandro Rondoni e Michele Terra, esponente del Partito comunista dei lavoratori, che ha presentato una lista ma difficilmente sarà in regola per correre. Proprio oggi a Bologna sono attesi i verdetti sulle ammissibilità ed è possibile che si svolga anche il sorteggio per l’ordine sulle schede per le elezioni del 23 novembre.

Una competizione che, nel Reggiano, ha già perso i candidati per “Liberi cittadini”, il movimento fondato dagli ex 5 Stelle Giovanni Favia e Federica Salsi, che nella nostra provincia sarà presente solo con il candidato presidente, Maurizio Mazzanti.

«La lista ha raccolto le firme per potersi presentare in tutte le circoscrizioni nonostante i partiti abbiano scritto una legge elettorale appositamente pensata per tenere fuori le nuove forze politiche – fanno sapere dal movimento – Nelle altre regioni le norme sono più inclusive. Avendo già i candidati da oltre 15 giorni, e provveduto alla raccolta firme come con un enorme sforzo da parte di attivisti volontari e con pochissimi consiglieri sottoscrittori, purtroppo non siamo riusciti a presentarci a Reggio Emilia per circa 300 firme. Noi non condividiamo queste regole ma rispettiamo la legge ed accettiamo di essere penalizzati dall'esclusione in due collegi. Pur non avendo presentato la lista di circoscrizione, nulla vieta che il voto al presidente venga garantito anche nella nostra provincia».

Ma non sono stati solo i Liberi Cittadini ad avere problemi con le sottoscrizioni. In bilico, ad esempio, c’è il Centro per Bonaccini di Bruno Tabacci, che ha presentato le firme solo in cinque province, il numero minimo previsto dalla legge. Poco migliore la situazione per un'altra delle quattro liste che sostengono Bonaccini: Emilia-Romagna civica di Franco Grillini potrebbe non avercela fatta a Piacenza e Rimini. Difficoltà non mancano neanche a destra: Fratelli d’Italia, infatti, per alcune decine di firme non ce l’avrebbe fatta a presentarsi a Ravenna. (e.spa.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google