«Giù le mani dalle sagre, creano indotto»
Amministratori e Pro Loco, dopo l’attacco di Confesercenti: «Fiere e mercatini sono d’aiuto anche per i commercianti»
REGGIO EMILIA. «Nessun danno alle attività commerciali. Piuttosto le nostre manifestazioni creano turismo e aiutano l’indotto». È un coro unanime quello degli organizzatori di sagre, fiere e mercatini, replicando all’attacco lanciato da Confesercenti nel corso dell’ultima assemblea regionale. In quella circostanza è stato presentato uno studio Nomisma, commissionato da Confesercenti, che ha puntato il dito contro le manifestazioni a regime fiscale agevolato, soprattutto se caratterizzate da somministrazione di cibi e bevande.
Fiere, sagre, mercatini. Iniziative che per il 44% dei commercianti reggiani interpellati nello studio rappresentano la causa principale della riduzione del giro di affari delle proprie attività. Da Confesercenti non hanno esitato a parlare di «concorrenza sleale», portando a supporto numeri sulle chiusure di negozi, ristoranti e strutture ricettive. Di opinione diversa, invece, gli organizzatori di eventi, che ritengono le sagre e i mercatini fondamentali per il tessuto economico e sociale del territorio. Come ad esempio nei Comuni di montagna, «dove queste feste sono un incentivo per tutti». A parlare è Silvano Domenichini, vicesindaco e assessore alla Promozione del territorio di Casina, patria di marroni e tortelli. «Non penso che con queste manifestazioni si vada a incidere negativamente sulle economie dei negozi, anzi: le facciamo in collaborazione con i negozi del paese, dai quali viene acquistato tutto ciò che serve. Nei Comuni grandi può essere differente, ma per i paesi di montagna avere manifestazioni che attirano migliaia di persone è di aiuto per tutti». Giancarlo Barilli, della Pro Loco di Cadelbosco di Bosco, preferisce non commentare, mentre per Luciano Cavandoli, presidente della Pro Loco di Guastalla «non si può dire che la chiusura dei negozi sia colpa delle feste, siano esse politiche o patronali. Noi per le nostre feste acquistiamo tutto in paese».
Proprio a Guastalla, ogni tre anni si celebra la famosa gnoccata, uno degli eventi di maggior richiamo da tutta la provincia: «Circa 10mila le persone che vengono a Guastalla: bar, ristoranti e alberghi lavorano tutti. Gli gnocchi sono gratuiti, ma noi non riusciamo a coprire il 100% delle presenze. Senza contare che i mercatini vengono quasi sempre organizzati con soldi che vengono reinvestiti per il bene della comunità». Ma fino a che punto queste manifestazioni godono di un regime fiscale agevolato? Per gli organizzatori, si tratta per lo più di pagamenti forfettari. «Secondo me servirebbero agevolazioni, almeno burocratiche, anche per le attività commerciali – sostiene Alessia Giacopini, presidente dell'assocaizione Giovani per Scandiano ed ex consigliere Pro Loco - Penso che se si collabora non c'è nessun problema: le associazioni hanno diritto a organizzare eventi e i commercianti dovrebbero partecipare, mettendo in mostra i propri prodotti e facendo le iniziative insieme alle associazioni».
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