Morto il ragazzino caduto
Lyam Castillo, 11 anni, era in bicicletta quando ha perso l’equilibrio sbattendo la testa
CAMPAGNOLA. Non ce l’ha fatta Lyam Andres Castillo. Troppo grave il trauma cranico riportato nella caduta. Inutile il lungo e delicato intervento chirurgico al quale è stato sottoposto fino a tarda notte.
E’ morto ieri pomeriggio all’ospedale Maggiore di Parma il bambino di 11 anni rimasto ferito sabato durante un giro in bicicletta, non molto lontano da casa. Doveva essere una caduta come tante volte capita ai più piccoli e come succede anche ai grandi: l’improvvisa perdita dell’equilibrio mentre percorreva la ciclabile che costeggia via Reggiolo, mentre un compagno di classe lo seguiva in sella alla sua a poco distanza. E’ una pista larga, senza gradini. Sicura, verrebbe da dire guardandola.
Invece, per Lyam si è rivelata fatale. Il bambino è caduto. Qualche testimone racconta di averlo visto procedere a zig zag, qualcun altro riferisce che non aveva le mani sul manubrio, ma in tasca. Punti sui quali stanno cercando di fare piena luce gli agenti della polizia stradale di Guastalla intervenuti poco dopo sul posto.
Di certo, c’è che purtroppo Lyam è finito a terra. E proprio in quell’istante un’auto che sopraggiungeva in direzione opposta gli è passata accanto. Dai primi accertamenti, non sembra che l’11enne l’abbia urtata. A finirle contro, sulla fiancata, è stata solo la bicicletta. Lyam è stato subito soccorso. Inizialmente era cosciente. Ma ben presto si è capito che le sue condizioni erano gravissime: ha perso conoscenza e dalla profonda ferita alla testa perdeva molto sangue.
In via Reggiolo sono arrivate l’automedica e l’ambulanza inviate dalla centrale operativa del 118.
Anche i genitori del piccolo sono accorsi sul posto, poco dopo. Poi, è stato chiesto l’intervento dell’elisoccorso. E’ atterrato al campo sportivo del paese e ha trasferito il bambino d’urgenza nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore di Parma.
Qui, Lyam Andres è stato sottoposto a un lungo e delicato intervento chirurgico, andato avanti sino a notte fonda.
E’ stata un’attesa fatta di preghiere e speranze, di voglia di crederci che quel bambino gioioso e con tanta voglia di vivere ce l’avrebbe fatta nonostante tutto, nonostante un quadro clinico così difficile. E’ stato tutto il paese di Campagnola e anche oltre a fare il tifo per lui. A trattenere il fiato in attesa di sapere. Su Facebook il passaparola è stato uno solo: “Forza Lyam, siamo con te”. E qualcuno aveva pensato a una messa, per pregare insieme per la sua guarigione lunedì.
Invece, ieri pomeriggio, piano piano ha iniziato a farsi strada la notizia peggiore, quella che nessuno avrebbe voluto mai sentire: che Lyam non ce l’aveva fatta. Fino, purtroppo, alla tragica conferma.
Il piccolo Lyam ha donato gli organi. Mamma Catia, che fa la barista al Conad di Correggio, e papà Andres originario della Colombia, hanno trovato la forza di trasformare il grande dolore che li ha colpiti con la perdita del loro unico figlio, in un grande gesto d’amore nei confronti di qualcuno che potrà grazie a loro continuare a sperare.
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