Quattro "evergreen" dell'opera e una proposta contemporanea
Per gli amanti della tradizione Butterfly, Don Giovanni, Les Contes d’Hoffman e Falstaff
preceduti da “Il sogno di una cosa”, del compositore Montalbetti con la regia di Baliani
REGGIO EMILIA. Una stagione all'insegna di alcuni dei più conosciuti capolavori del melodramma: Madama Butterfly, Don Giovanni, Les Contes d'Hoffmann e Falstaff, insieme all'opera contemporanea Il Sogno di una cosa". Ce n'è per tutti i gusti all'interno del cartellone Opera 2014 -2015 della Fondazione I Teatri con un Puccini, un Mozart, un Verdi e Offenbach. Avvio il 28 e 30 novembre con Madama Butterfly nell'allestimento della Fondazione Teatro Lirico "Verdi" di Trieste.
L'impianto scenico, creato da Pier Paolo Bisleri autore anche dei costumi, è d'ispirazione minimalista e di una essenzialità formale ispirata al Teatro Kabuki giapponese. Cellia Costea interpreterà la protagonista. La regia di Giulio Ciabatti è attenta ad evidenziare l'introspezione psicologica dei personaggi protagonisti di un scontro di civiltà tra di loro tanto diverse e mute. Orchestra de I Pomeriggi Musicali di Milano diretta da Giampaolo Bisanti e Coro del Circuito Lirico Lombardo. Il mese successivo, l'11 e 13 dicembre sarà di scena Don Giovanni la cui regia è affidata a una grande firma internazionale, Graham Vick. Operazione possibile grazie alla coproduzione di nove teatri – quelli del circuito lirico lombardo (Como, Pavia, Cremona, Brescia) più Fondazione I Teatri Reggio Emilia, Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, Teatro dell'Aquila di Fermo, Teatro Comunale di Bolzano.
Per la direzione d'orchestra è stato scelto il giovane venezuelano Josè Luis Gomez Rios, primo premio 2010 all'International Sir Georg Solti Conductor's Competition di Francoforte e subito chiamato a collaborare con la Frankfurt Radio Symphony Orchestra. Gezim Myshketa vestirà i panni del protagonista mentre Andrea Concertti sarà Leporello; gli altri interpreti sono i giovani vincitori del Concorso Aslico 2014. Dell'opera, Vick, conosciuto per i suoi allestimenti innovativi e originali, racconta l'attualità, facendo di Don Giovanni l'incarnazione di una società all'insegna della trasgressione, dell'immoralità e della corruzione. Lo fa cercando di mostrare al pubblico la contemporaneità marcia in cui vive.
Ha firma emiliana (Fondazione I Teatri Piacenza, Fondazione Teatro Comunale Modena e Fondazione I Teatri Reggio, con la collaborazione di Opéra di Toulon e Nancy Opera Passion) il nuovo allestimento di Les Contes d'Hoffmann di Offenbach, con Orchestra Regionale dell'Emilia Romagna e Coro del Teatro Municipale di Piacenza diretti da Cristopher Franklin in scena il 30 gennaio e il 1° febbraio. Cristina Mazzavillani Muti crea e dirige il verdiano Falstaff prodotto da Ravenna festival in coproduzione con altre sei realtà che hanno unito gli sforzi (Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro del Giglio di Lucca, Fondazione i Teatri Piacenza, Teatro dell'Opera Giocosa di Savona, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara e Fondazione I Teatri Reggio Emilia).
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta da Nicola Paszkowki e Coro del Municipale di Piacenza. Proiezioni video diventano scenografia dentro alla quale lo spettatore fornito di fantasia viaggerà a proprio piacimento, a braccetto con Sir John Falstaff accompagnato dalla musica di Verdi. Mentre fuori abbonamento il 31 ottobre e il 2 novembre alle ore 15.30 verrà rappresentato il Il sogno di una cosa, inserito anche nel Festival Aperto. Si tratta della nuova opera per il quarantennale della strage di piazza della Loggia a Brescia e dedicata a tutte le stragi senza colpevoli, con musica di Mauro Montalbetti, libretto di Marco Baliani e video di Alina Marazzi.
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