Delitto Burani, salta il processo e nessuno avvisa la famiglia
Vedova e genitori della vittima vanno a Modena per l’Assise ma una volta in tribunale scoprono che l’udienza è stata annullata
BIBBIANO (REGGIO EMILIA). La vedova e i genitori della vittima si sono presentati ieri in tribunale a Modena per l’apertura – in Corte d’Assise – del processo per l’omicidio del loro congiunto, Lorenzo Burani, il 38enne di Barco ucciso a Lesignana (Modena) nel settembre 2013. Venne ucciso con sei colpi di pistola sparati da un conoscente, il 50enne Giovanni Nebbioso, nella casa del loro comune amico, il 74enne Alessandro Pica.
Ieri era infatti la data fissata per il processo con giudizio immediato. Ma la loro udienza non risultava a nessuno. Come ha scoperto il legale di parte civile, l’avvocato reggiano Vainer Burani, che rappresenta la famiglia del 38enne, l’udienza era stata annullata perché la difesa aveva chiesto il giudizio abbreviato e quindi il fascicolo era passato dalla cancelleria del tribunale penale alla cancelleria del Gup. Ma nessuno ha inviato una notifica alla parte offesa per spiegare che ieri non si sarebbe più tenuto quel processo per omicidio.
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Un disguido burocratico di non poco conto, che ha colpito i congiunti già gravemente provati da un delitto insensato, che li ha privati di un capofamiglia amato. «I Burani sono rimasti molto amareggiati dall’accaduto – spiega l’avvocato – In realtà sapevamo già qualcosa, perché avevo sentito la difesa di Nebbioso, l’avvocato Annalisa Tironi, e avevo scoperto che forse l’udienza non si sarebbe tenuta. Tuttavia, nessuno dal tribunale di Modena mi ha mai mandato una notifica per annunciare il cambiamento intercorso, quando la difesa ha chiesto l’abbreviato all’Ufficio del Gup. E così ci siamo presentati in tribunale con un dubbio che poi si è rivelato fondato».
È successo infatti che Nebbioso aveva revocato il suo mandato all’avvocato Tironi e aveva scelto un altro legale di fiducia. Questi in maggio ha inoltrato la domanda per il rito abbreviato condizionato a una nuova perizia psichiatrica. Ma subito dopo Nebbioso ha cambiato ancora idea, richiamando la Tironi, la quale non era al corrente di tutti questi cambiamenti. Ora resta valida l’udienza davanti al gup Maria Teresa Magno, che deve però essere ancora fissata. Sperando che questa volta le notifiche vengano correttamente inviate.
La richiesta di una nuova perizia psichiatrica arriva dopo quella negata dal gip Eleonora Pirillo durante la convalida, ritenendo questo accertamento non necessario in quella fase. Nebbioso aveva confessato subito l’omicidio di Burani, raccontando di essersi sentito umiliato da una battuta fatta la sera prima dal reggiano in casa di Pica, mentre aiutava l’anziano amico al trasloco. Ha detto di aver covato risentimento, di aver ucciso in preda alla rabbia e alla disperazione.
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