Fuori la lista Centro democratico
Il commissario Riva prepara il ricorso, ma nel partito a Reggio riesplode la faida interna
REGGIO EMILIA. Fuori due. Almeno per ora: la Corte d’Appello di Bologna ha dichiarato inammissibili due delle undici liste presentate alle prossime regionali. Si tratta della lista Liberi Cittadini, che fa riferimento a Giovanni Favia e raggruppa - attorno alla figura del candidato presidente Maurizio Mazzanti - tanti ex militanti del Movimento 5 Stelle e della lista Centro democratico che invece appoggia Stefano Bonaccini.
Invero, se la lista Liberi Cittadini - per voce del suo promotore Giovanni Favia - non sembra aver intenzione di intraprendere una battaglia legale per la riammissione, la lista di Centro Democratico ha già annunciato ricorso contro l’esclusione. Anche se, guardando a Reggio, i problemi della formazione politica che, sul piano nazionale, fa capo all’assessore milanese Bruno Tabacci, sembrano essere ben più gravi e potrebbero non risolversi con la riammissione della lista alle Regionali. Insomma, fossimo in Stefano Bonaccini, non faremmo molto affidamento su quei voti: a Reggio, Centro Democratico è da mesi dilaniato da una vera e propria faida. Una faida che sembra non placarsi, nemmeno dopo che Tabacci, qualche giorno fa ha nominato commissario del partito a Reggio Matteo Riva. Anzi, così facendo, Tabacci si è di fatto schierato con uno dei contendenti: quel Matteo Riva che in questi giorni è al centro di attacchi frontali da parte di un altro gruppo di militanti di Centro Democratico, capeggiato da Giacomo Scillia, dirigente di Confesercenti e tra gli animatori - proprio con Centro Democratico - di una lista a sostegno di Luca Vecchi alle ultime amministrative. Uno sforzo ripagato con pochi voti che, già nella scorsa estate, aveva finito per spaccare lo “spogliatoio”, con accuse reciproche. Già nel luglio scorso, Scillia si era rivolto con una lunga lettera a Tabacci, chiedendo di dirimere la questione. Cosa che Tabacci ha fatto a metà ottobre, quando ha preso carta e penna, ma per scrivere a Riva e non a Scillia: «Caro Matteo - scriveva Tabacci - nella tua qualità di presidente regionale del partito ti chiedo di assumere l'incarico di commissario provinciale di Centro democratico e di mettere in campo tutte le azioni per presentare la presentazione della nostra lista alle prossime elezioni». Missione compiuta? Non proprio, a giudicare dalle stesse parole di Riva all’indomani della bocciatura della lista: «La scadenza - ha spiegato Riva - era a mezzogiorno di sabato, io ho presentato i certificati alle 13.30. E quindi ci hanno respinto a Reggio e, a cascata, anche nel resto dell'Emilia-Romagna. Sono stati molto restrittivi nell'interpretazione della legge- aggiunge Riva- abbiamo presentato ricorso, ma non la vedo bene». Ora, ricorso a parte, questo brusco stop rischia di riaprire la resa dei con ti nella piccola formazione politica.
massimosesena
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
