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La Madonnina è ritornata sul campanile

La Madonnina è ritornata sul campanile

Cadelbosco Sopra: dopo i restauri la statua di bronzo è stata fissata sulla cima della torre campanaria

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CADELBOSCO SOPRA. Dopo quattro mesi di restauro e soprattutto di tante manifestazioni d’affetto e di devozione che hanno coinvolto l’intera comunità, la “Madonna del Villaggio” di Villa Argine è ritornata sulla cima di quel campanile, a 30 metri d’altezza, dal quale da cinquant’anni si offre allo sguardo di chi percorre le strade o lavora nei campi di una vasta area della “bassa” reggiana, offrendo la sua materna protezione a chi le rivolge una preghiera o anche soltanto un “pensiero”.

La grande statua in bronzo a dimensione naturale, venne collocata a protezione della comunità di Villa Argine nel luglio 1964 per desiderio dell’allora parroco monsignor Giovanni Maccari e, da allora, è sempre stata un “simbolo” dela frazione cadelboschese. Ma con il passare degli anni, la statua ha subìto le ingiurie del tempo e, nella tarda primavera di quest’anno, era stata riportata a terra - per la prima volta dalla sua collocazione sul campanile - per un restauro che è valso a toglierle la patina opaca causata dal tempo e dall’esposizione ad ogni situazione climatica e, soprattutto, a restituirla ad una devozione che non si limitasse soltanto a questo sguardo a distanza.

In questi mesi si sono così susseguite (in particolare a partire dal 5 luglio scorso) diverse iniziative di culto guidate dal parroco don Vittorio Davoli (a partire dalla marcia penitenziale del 13 giugno scorso, ad altri eventi che hanno connotato i primi giorni di luglio e poi le marce mariane ogni 13 del mese fino ad ottobre), ma anche tantissime spontanee manifestazioni d’affetto per quell’immagine della Madonna che cinquant’anni fa venne collocata sulla torre campanaria con il suo sguardo dolce e la mano distesa a protezione di un “villaggio” che all’epoca contava circa 900 parrocchiani.

Il desiderio che monsignor Maccari realizzò cinquant’anni fa porta la firma di una famiglia di benefattori locali, che già nel 1952 aveva consentito di realizzare a Villa Argine una delle prime case di carità della nostra provincia. E’ infatti ad Anacleto Ligabue (partito dalla piccola frazione del comune di Cadelbosco Sopra e divenuto uno dei più grandi armatori italiani) e alla moglie Zita che si deve anche la statua della “Madonna del Villaggio”, la cui presenza continua a segnare le memorie e le giornate di migliaia di fedeli.

Così come lo ha fatto per cinquant’anni, ora la stata è tornata a farlo da lassù, a 30 metri d’altezza, un’operazione condotta da Ideo Piccinini e Azio Lusetti. Lo stesso Piccinini fu anche tra i protagonisti della Madonnina durante la collocazione del 1964.

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