Gazzetta di Reggio

Reggio

«Mi puntò l’arma facendomi inginocchiare»

«Mi puntò l’arma facendomi inginocchiare»

Un imprenditore reggiano racconta in aula le minacce di notte in via Toschi per un banale litigio

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Per un banale litigio si sarebbe ritrovato con una pistola scacciacani puntata alla fronte e la persona con l’arma l’avrebbe anche fatto inginocchiare urlandogli: «Così impari a rompere le palle alla gente che non conosci».

Un vicenda-shock che un imprenditore reggiano dice d’aver vissuto la notte di quattro anni fa in pieno centro – per la precisione in via Toschi – e che la procura ritiene credibile, fino a portare sotto processo il 54enne Valter Biancanelli, di Castelfiorentino (Firenze).

In aula è già stato sentito l’imprenditore (costituitosi parte civile tramite l’avvocato Fabrizio Sessa) che ha confermato quanto già messo nero su bianco nella denuncia. Intorno alle 23 del 22 settembre 2010 – ha raccontato davanti al giudice Stefano Catellani – stava rientrando con un amico alla macchina (una Bmw) che aveva parcheggiato lungo via Toschi, quando, appoggiato alla sua auto, ha visto che c’era un uomo che stava chiacchierando con un’altra persona.

Dovendo andarsene, ha detto ai due di spostarsi. Un invito a far spazio che in mille altri casi finisce lì, cioè con i due che si spostano a parlare da un’altra parte e la macchina che se ne va dal parcheggio. Ma non sarebbe stato questo il caso perché – come ha spiegato sempre in udienza l’imprenditore – ne è nato un diverbio, al cui culmine il toscano non avrebbe esitato a sfoderare una pistola che solo dopo si saprà essere una scacciacani. Con un gesto rapido l’arma è stata puntata con fare minaccioso alla fronte dell’imprenditore e il 54enne non si sarebbe limitato a far ghiacciare il sangue del proprietario della Bmw, ma l’avrebbe anche fatto inginocchiare.

Attimi tremendi, oltretutto sotto gli occhi di due testimoni. Dopo quel “rituale”, Biancanelli se ne sarebbe andato come se nulla fosse, allontanandosi con la macchina che aveva parcheggiato non lontano da lì. Non più sotto tiro, l’imprenditore ha subito telefonato al 113 e sul posto è piombata la polizia.

Una veloce descrizione dell’uomo armato e della macchina con cui se n’è andato, sono stati sufficienti agli agenti per fermare il 54enne. Oltre alla scacciacani, i poliziotti trovavano nell’auto di Biancanelli anche un tirapugni, un coltello a serramanico e una mazza da baseball. Era l’inizio di un’inchiesta che ha portato il toscano (senza precedenti penali, ieri presente in udienza) sotto processo per minaccia aggravata dall’uso della pistola scacciacani e porto abusivo d’armi. Sempre in aula l’amico di Biancanelli non ha confermato la ricostruzione finita nel capo d’imputazione e ieri doveva essere sentito l’altro testimone, cioè l’amico dell’imprenditore che, invece, testimonierà fra tre mesi, quando in quell’udienza verrà emessa anche la sentenza.©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google