Organo allo sfascio, accuse al prete
Renato Negri e Sauro Rodolfi: «In San Prospero abbiamo uno strumento prezioso, ma don Gazzotti non se ne interessa»
REGGIO EMILIA. «E’ una vergogna che questo prezioso organo sia abbandonato a se stesso per colpa di una totale disattenzione da parte della parrocchia. L’anno scorso, a questo stesso organo, ho eseguito un concerto gratuitamente in cambio della promessa che sarebbero stati fatti lavori di manutenzione. Nessuno ha mosso un dito».
Così l’organista Renato Negri domenica pomeriggio, dopo avere eseguito da copione il suo concerto nell’ambito della rassegna Soli Deo Gloria nella chiesa di San Prospero, ha preso il microfono e dall’altare si è pubblicamente tolto qualche macigno dalle scarpe. Aggiungendo: «Sarebbe come se un prete dicesse messa con un calice rotto, il vino esce».
Un fuori onda che ha lasciato a bocca aperta chi, seduto ai banchi, pensava che la musica fosse finita. E il giorno dopo, Renato Negri ribadisce le sue accuse. «Domenica in chiesa mi sono sfogato - conferma - ma non è stato un appello estemporaneo. Soffro nel vedere come questo organo che vale centinaia di milioni di euro, giorno dopo giorno si deteriori. L’ultimo restauro risale al ’92 e fu fatto grazie alla generosità della famiglia Spallanzani e al contributo del Banco San Geminiano e San Prospero. Qualche anno fa è piovuto in chiesa e l’organo ha subito notevoli danni».
E prosegue: «Non è la prima volta che denuncio questa situazione. L’anno scorso, nel periodo di Natale, tenni un concerto sempre in San Prospero per l’Associazione “Amici del Parisetti” e il suo presidente, Ennio Ferrarini, mi chiese come volessi essere pagato. Gli risposi che avrei suonato gratis in cambio di lavori di manutenzione all’organo. Ferrarini girò la richiesta a Don Gazzotti, ma a quanto pare non se n’è fatto nulla. Ho ritrovato l’organo nelle stesse condizioni dell’anno scorso, anzi peggio, perché il tempo che passa certo non migliora la situazione».
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A rincarare la dose è Sauro Rodolfi, organista titolare di San Prospero, che su quell’organo suona da oltre vent’anni tutte le domeniche. E non solo. «Di giorno in giorno assisto impotente al decadimento di questo organo che insieme a quello della Ghiara è il più prezioso di tutti. I problemi sono iniziati dopo i lavori di restauro della basilica iniziati nel ’98. In un primo momento l’organo era stato protetto da eventuali danni provocati dai lavori in corso ma, durante il secondo stralcio dei restauri, nessuno si è preoccupato di metterlo in sicurezza. Ora ha un assoluto bisogno di manutenzione straordinaria e, se aspettiamo ancora un po’, servirà un vero proprio restauro con i costi che cresceranno. Ne ho parlato più volte con monsignor Gianfranco Gazzotti ma la risposta è quella: non c’è la copertura finanziaria».
Ma in cosa consisterebbe la manutenzione straordinaria?
«Un problema riguarda le infiltrazioni d’acqua, l’altro la polvere che sta intasando le 2.220 canne dell’organo. Andrebbero tutte sfilate per potere aspirare quella polvere che non consente più a questo splendido organo di dare il meglio di sè. Un tempo il suo suono era cristallino e brillante come ora è cupo e senza vigore. E’ l’indizio di un progressivo decadimento al quale bisogna assolutamente far fronte».
Anche noi abbiamo cercato una risposta da don Gazzotti. Al momento, senza fortuna.
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