Sarcone, blocco parziale dei beni scovati in Lituania
La Corte “libera” tre porzioni di terreni, un appartamento e un conto in banca Restano, invece, sequestrati alcuni depositi di denaro, case e altre proprietà
REGGIO EMILIA. La Corte ha ritenuto di convalidare ma non completamente il sequestro preventivo del patrimonio individuato in Lituania (case, terreni e conti correnti bancari) e che ha come filo conduttore la moglie lituana (Rasa Gotsalkaite) del 49enne Nicolino Sarcone, cioè l'uomo di potere della famiglia che è descritto dagli investigatori come un vero e proprio boss all'interno del clan Grande Aracri.
Alla coppia cutrese-lituana era già stata bloccata – nel maxi blitz di settembre – una porzione (intestata ad entrambi) della mega abitazione di Bibbiano (Villa Mannaia) dove vivono altri familiari. In Lituania case, terreni e soldi sono stati bloccati sulla scia di ulteriori indagini di polizia di Stato di Reggio e Guardia di finanza (coordinate dalla Dda di Bologna), che hanno chiesto e ottenuto dal tribunale un provvedimento d'urgenza per il sequestro preventivo di beni. Ieri la decisione sulla convalida e la Corte (presieduta da Francesco Maria Caruso, a latere i giudici Cristina Beretti e Andrea Rat) ha confermato il blocco di alcuni conti correnti bancari, di case e terreni, ma con qualche eccezione. Sono stati, infatti, dissequestrate tre porzioni di terreni che Rasa Gotsalkaite ha ereditato ed un appartamento acquistato dalla madre nel 1993: si tratta di beni acquisiti non nei due anni precedenti la richiesta di sequestro (come richiede la legge sulla prevenzione relativa ad intestazioni fittizie, ndr) e lo stesso discorso vale per un conto corrente bancario molto datato nel tempo. Dopo questa “scrematura”, ora la valutazione – ai fini della confisca o meno dei beni – sarà affidata, da domani, al perito già individuato dalla Corte per gli accertamenti che a questo punto riguarderanno non solo gli ormai famosi sequestri da 5 milioni di euro (fra immobili, aziende e depositi bancari) ma anche il patrimonio lituano bloccato.Il perito sarà nominato domani in tribunale nell’ennesima udienza in cui sarà affrontata anche la richiesta di sorveglianza speciale avanzata dalll’Antimafia per i quattro fratelli Sarcone. Relativamente ai beni bloccati la ragione del provvedimento di prevenzione si colloca sulla base investigativa che “parla” di “oggettiva sproporzione tra il reddito dichiarato e il patrimonio posseduto dai membri della famiglia Sarcone”. Una provenienza illecita (marchiata ’ndrangheta) che i Sarcone, tramite un pool di legali, decisamente negano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
