Gazzetta di Reggio

Reggio

Filippi fa staccare la luce a Forza Italia

Filippi fa staccare la luce a Forza Italia

Il consigliere regionale ha smesso di pagare per il partito e l’ultima riunione s’è tenuta al buio

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. L'esclusione di Fabio Filippi dalla lista di Forza Italia si sta trasformando in una mina capace di mandare all'aria la sede stessa del partito che, dopo la fondazione del Popolo della Libertà, si trova al primo piano dello stesso stabile di via Roma occupato per decenni dal Movimento sociale italiano e poi da Alleanza nazionale. Fino al 2013 l'affitto e le bollette erano pagati con il finanziamento nazionale al partito. Poi se n'è fatto carico lo stesso Filippi, che però ora non sborsa più un quattrino. I militanti e i consiglieri provinciali se ne sono accorti giovedì sera, quando dovevano terminare il controllo delle firme da presentare insieme alla lista dei candidati alle elezioni regionali. Nella sede la luce elettrica non s'accendeva. E' bastato poco per constatare che il contatore era stato staccato dall'Enel per il mancato pagamento delle ultime fatture. Filippi, però, respinge l'accusa di averlo fatto per una ritorsione contro la trombatura: «La responsabilità - afferma - è del coordinatore provinciale del partito, che dallo scorso mese di luglio è Gianluca Nicolini. Allora gli feci presente che c'erano 500 euro di arretrato di spese telefoniche e che non spettava a me continuare a pagare l'affitto e le utenze. Alla metà di agosto ho chiuso l'allacciamento al telefono. In settembre Nicolini mi ha promesso che avrebbe cercato finanziamenti, dicendo che era sicuro di riceverne da alcuni industriali. Di soldi, però, non se ne sono visti. Dal 2000 ho sempre versato 300 euro al mese per il mantenimento della sede. Negli ultimi tempi l'ho pagata interamente. Ho regalato quattro mesi di pagamenti al partito, ma ora non se ne parla più. Ho preavvisato la proprietaria dell'immobile che ci sarebbe stata una disdetta del contratto, precisando che doveva ritenersi libera di cercare un altro inquilino». Nicolini ribatte con durezza: «Da un consigliere che ha preso per anni più di 7000 euro mi aspettavo uno stile diverso». «Il mio stipendio - obietta Filippi - è di 3000 euro netti al mese. Fino a luglio ero io il responsabile, ma poi è subentrato Nicolini. E' sua la responsabilità dell'eventuale chiusura di una sede che tutti i suoi predecessori avevano tenuto aperta».

Intanto Filippi, che non s'è dimesso dal partito, continua a mantenere una sede nella sua Casina. (l.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google