Il vescovo su twitter, ma è solo un fake
E’ comparso ieri l’account @camisaskabishop che ironizza sul viaggio del prelato in Madagascar
REGGIO EMILIA. Dev’essere proprio così: se oggi sei su un social network con un tuo account e non hai ancora un fake, ovvero un profilo finto che - in modo più o meno leggero - si prende gioco di te, non sei ancora nell’olimpo delle star della Rete. Capita per i politici nazionali: da Beppe Grillo a Casaleggio, a Matteo Renzi, fino al nostro Graziano Delrio che da quando è sbarcato su twitter come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, di fake ne ha almeno un paio. Caso decisamente più raro è quello del vescovo di Reggio Massimo Camisasca che su twitter non c’è ancora ma in compenso ha già il suo fake. E’ comparso ieri mattina: @camisaskabishop è il nome dell’account che già dalla K e dall’equivalente inglese di vescovo, si intuisce sia uno scherzo. Se poi si legge il tweet d’esordio, se ne ha una ulteriore conferma: «Proprio bella questa scampagnata in Madagascar... Spero di vedere anche i lemuri». Di vero c’è che il vescovo di Reggio è da una settimana in Madagascar, in visita alle missioni gestite dai missionari della nostra Diocesi. Uno scherzo, dunque, mentre il monsignore non è sul territorio della sua diocesi. Ma non solo. Quello che si trova su twitter è uno scherzo congegnato con una certa cura: nella scelta della pic, la foto che ritrae il pastore della diocesi reggiana è presa dalle espressioni più caratteristiche di monsignor Camisasca. Ma anche nella scelta dei following, ovvero degli altri account che il finto vescovo ha deciso di seguire: 16 account, tra cui Papa Francesco, Graziano Delrio, i due principali quotidiani della città e per il resto tutti account veri, in qualche modo legati alla vita della chiesa reggiana: ci sono i preti più smart come don Giordano Goccini, don Pietro Rabitti e don Carlo Pagliari, c’è l’ex direttore della Caritas, l’Unità Pastorale di Bagnolo, la Pastorale Giovanile, il fotografo ufficiale della Curia Giuseppe Codazzi, il Centro Sportivo Italiano e, immancabile, il quotidiano Avvenire. Fin qui gli account seguiti dal fake. Che a sua volta è però seguito. Ieri mattina l’unico follower era il giornale diocesano La Libertà, direttore Edoardo Tincani: «Lo tengo d’occhio - diceva ieri Tincani - anche per cercare di capire chi si celi dietro questo account».
massimosesena
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