La sfida di Serigrafia 76 ora è il mercato indiano
L’amministratore delegato dell’azienda montecchiese, Fausto Mazzali: «La nostra forza? Il marketing e l’attenzione alle esigenze del cliente»
REGGIO EMILIA. Quando si tratta di produrre adesivi, la dimensione non è importante. Si va da quattro centimetri fino a tre metri quadrati e dal classico adesivo si è arrivati produrre loghi tridimensionali utilizzati sulle macchine agricole e per la lavorazione del legno. La differenza invece tra il soccombere e il rilanciare l'hanno fatta le scelte aziendali: investire e innovare sul prodotto e cambiare il rapporto con il cliente. E’ ciò che hanno fatto i quattro soci di Serigrafia 76 srl di Montecchio che nel 2009 - nel pieno della crisi - ha visto precipitare il fatturato a 1.9 milioni di euro per risalire oggi a 3.7 milioni di euro.
La loro è una storia che parte dal lontano 1976, da quando i due soci fondatori, che sono anche marito e moglie, fondarono Serigrafia 76. Due piccoli artigiani che hanno unito le proprie aziende ed hanno avuto la lungimiranza di farsi da parte per affidarla ad un un manager e dare il tempo alla figlia di crescere. Ma se il 2009 è stato anche il punto più basso, oggi Serigrafia 76 è il maggior fornitore europeo del gruppo New Holland ed entro la fine dell'anno aprirà una nuova filiale in India. «Per essere competitivi sul mercato asiatico e non per delocalizzare», precisa subito l'amministratore delegato Fausto Mazzali, il manager a cui i soci si sono affidati per far crescere l'azienda che oggi conta 32 dipendenti, quasi tutte donne.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.10208288:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10208288:1649444475/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Nel 2009 abbiamo deciso _ spiega Mazzali _ di investire, a partire dal marketing, un settore di cui prima non avvertivamo il bisogno». E prima era quando erano gli stessi clienti a telefonare per chiudere preventivi e dovevano mettersi in fila per gli ordinativi. «Poi con la crisi il mondo è cambiato _ continua Mazzali _ e abbiamo pensato di creare una competenza che non esisteva. Elisa Mammi, figlia dei soci fondatori è andata Londra a studiare e per uno stage di marketing strategico».
Ma non è bastato il marketing per ripartire. «Magari _ conferma Mazzali _ ma è stata la molla per farci cambiare mentalità. Prima non andavano all'esterno e non ci chiedevamo come conquistare clienti e nuovi mercati o come innovare. Poi abbiamo scoperto che dovevamo offrire un servizio di logistica personalizzato, studiando un metodo di consegna adatto alle singole esigenze. Ad un nostro cliente storico abbiamo proposto di consegnare i prodotti in conto deposito e con un altro abbiamo studiato assieme materiali nuovi e meno costosi».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10214090:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10214090:1649444475/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il segreto per Mazzali è stato quello di personalizzare prodotto e servizio e aggiunge: «Bisognava offrire qualcosa di diverso e cioè consulenza tecnica su un prodotto che incide per lo 0.02 % sul prezzo finale della macchina». Nel 2008 ricorda infine Mazzali «avevamo appena acquistato una tecnologia in grado di fornire loghi tridimensionali. Un investimento che ha richiesto 250mila euro e poi è arrivata la crisi. E' stato un momento difficile, ma quell'investimento ci ha consentito di acquisire settori e mercati nuovi», conclude.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
