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Nuovo arresto per l’uomo che aggredì un poliziotto

Nuovo arresto per l’uomo che aggredì un poliziotto

San Martino in Rio: condannato a 7 anni, il 54enne finisce agli arresti domiciliari Sedici anni fa durante una partita di calcio cercò di strangolare un ispettore

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SAN MARTINO IN RIO. E' agli arresti domiciliari il 54enne campano Gaetano Borriello, l'uomo che, nel 1998, aveva tentato di strangolare un ispettore di polizia allo stadio Liguori di Torre del Greco durante la partita di serie C1 fra Turris e Savoia. Rigettata l'istanza di differimento della pena dal magistrato di sorveglianza il 21 ottobre scorso, il tribunale di sorveglianza di Catanzaro ha confermato, invece, la condanna emessa il 3 dicembre 2010 dalla Corte di appello partenopea, che aveva giudicato l'uomo colpevole, condannandolo a 7 anni e 4 mesi di reclusione.

La pena allora fu “differita” per gravi problemi di salute riferiti dalla difesa di Borriello, e al campano era stata concessa la detenzione domiciliare per un anno. Ora le carte in tavola, però, sono diverse e il tribunale di sorveglianza di Catanzaro ha sostanzialmente riconfermato l'arresto. Il 54enne campano, ora residente nel Reggiano, a San Martino in Rio, è stato arrestato qualche giorno fa dai carabinieri della stazione locale e poi sottoposto al regime di detenzione domiciliare.

Le immagini di ciò che accadde il 18 gennaio 1998 allo stadio Liguori di Torre del Greco durante la partita di C1 Turris - Savoia passarono su tutti i telegiornali e furono rilanciate dalle trasmissioni sportive. Non era certo la prima volta che due squadre rivali arrivavano alle mani, ma la concentrazione di violenza, il numero di tifosi e feriti coinvolti ha reso questa partita diversa dalle altre, perché per la prima volta in Italia si era arrivati ad arrestare in massa i responsabili di incidenti su un campo di calcio. E mentre sugli schermi passavano le immagini degli scontri fra tifosi (e non solo), dall'altra parte stava per partire una delle prime e più importanti indagini legate alla violenza negli stadi. Tra le immagini riprese dalle tv, anche gli attimi di follia in cui Borriello per poco non finì per uccidere l'ispettore cercando di soffocarlo con la cintura dei suoi pantaloni.

L'agente, che era intervenuto come altri suoi colleghi per dividere i tifosi, aveva rischiato di morire per mano del campano, e se non fossero arrivati altri agenti a immobilizzare l'uomo molto probabilmente l'ispettore sarebbe morto soffocato. In quell'episodio, poi, rimasero feriti trentaquattro agenti e una sessantina di tifosi.

Per la gravità della situazione si aprì un’inchiesta che, dopo circa un mese, sfociò nella "Operazione fuori gioco", con l’arresto di una cinquantina di tifosi per i reati che vanno dalle minacce e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, danneggiamento, interruzione di pubblico servizio, atti osceni e tentato omicidio. Di quest'ultimo reato è stato proprio accusato il 54enne di Torre del Greco.

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