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Tutino: «Penalizzati da incidenti e smog»

di Massimo Sesena
Tutino: «Penalizzati da incidenti e smog»

L’assessore alla mobilità e all’ambiente critica il metodo della ricerca «Alcuni indicatori molti comuni forniscono dati non confrontabili con i nostri»

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REGGIO EMILIA. Produciamo troppi rifiuti, abbiamo troppe macchine per strada e - come conseguenza - troppo smog e anche troppi incidenti. E tutto tutto questo ci fa precipitare - nella classifica dell’Ecosistema urbano di Legambiente - dal settimo al 44esimo posto in un solo anno.

Assessore Tutino, che succede? Siete arrivati voi e...

«Questa graduatoria l’ho studiata nel dettaglio e so per esempio che il dato generale è scaturisce per oltre il 57% dal combinato di incidentalità e inquinamento. Nel 2013 abbiamo registrato un elevato numero di sforamenti, così come probabilmente, ci sono stati molti incidenti. In entrambi i casi stiamo lavorando per migliorare la situazione».

Con il blocco del traffico del giovedì? Non vi sembra una mossa velleitaria?

«Per certi versi, tutte queste misure, che ogni anno vengono adottate su scala regionale, lo sono: Reggio è al centro di un contesto padano in cui queste misure incidono troppo poco. Anche per questo, il nostro Comune si è ufficialmente astenuto, all’interno del Comitato per le autonomie locali nel corso dell’approvazione del Piano regionale sulla qualità dell’aria. Un gesto politico con cui vogliamo provare a far sì che, quando si insedierà la nuova giunta regionale, cambino le cose».

E qual è la vostra idea per migliorare la qualità dell’aria?

«Già oggi, Reggio Emilia ha il parco elettrico migliore d’italia con un mezzo elettrico ogni 450 abitanti. In città circola ogni giorno una flotta di circa 350 mezzi elettrici e l’obiettivo è potenziare questa flotta. A Reggio stiamo anche lavorando per una maggiore efficienza energetica e dei consumi per quanto riguarda il versante produttivo. Si tratta di misure che vanno condivise con le altre città e ampliate il più possibile. Poi, con la Regione dovremo insistere per ottenere che venga rovesciata la prospettiva degli investimenti».

Si spieghi meglio...

«Vogliamo che si sposti una parte degli investimenti dalle infrastrutture al trasporto pubblico locale, che va incentivato in tutti i modi».

Veniamo al resto della classifica. Quanto ai rifiuti ad esempio, ne produciamo ancora troppi...

«Questo è un dato che contesto. Sia nel merito ma anche e soprattutto nel metodo. Siamo dietro a città che hanno il nostro stesso numero di imprese ed è probabile che, ad esempio, a Belluno, i 380 kg/abitante siano stati “ripuliti” dai rifiuti prodotti dalle imprese. Il nostro dato invece comprende imprese e privati. Noi però siamo un Comune che, a differenza di altri, ha un bilancio ambientale certificato e quello dei rifiuti non è certo uno di quei temi su cui siamo fermi. Stiamo lavorando per estendere la raccolta differenziata in tutto il territorio comunale, puntiamo a realizzare la tariffa puntuale per ogni singolo utente. In questo senso contesto la comparazione con altri Comuni che di certo non hanno fatto il percorso che abbiamo fatto noi».

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