Unimore, le lezioni diventano digitali
Rivoluzione nella didattica universitaria: la sperimentazione ha già coinvolto 15 corsi di laurea e 2.000 studenti
REGGIO EMILIA. Unimore, l'Università di Modena e Reggio, cambia le tradizionali modalità di insegnamento. Il proposito è quello di dire addio alle aule affollate ricorrendo in modo sistematico a strumenti digitali con la possibilità di fare seguire le lezioni video-registrate anche a distanza. Ciò inoltre consentirà di ricorrere a degli autentici forum di discussione; l'impiego di materiali multimediali potrà dunque determinare il massimo coinvolgimento degli studenti.
E' una vera e propria rivoluzione, già sperimentata con il coinvolgimento di circa 2.000 dei quasi 20.000 allievi dell'ateneo, quella introdotta nel primo semestre dell'anno accademico in corso in 15 corsi di laurea. Nel secondo semestre se ne aggiungeranno altrettanti interessando così complessivamente 9 dei 14 dipartimenti.
L'anno prossimo, completato il rodaggio, l'estensione sarà integrale e interesserà pure i corsi interateneo che vedono una sinergia fra Unimore e le università di Parma e Ferrara.
Ad un mese esatto dall’inizio della sperimentazione arrivano riscontri positivi anche dagli studenti.
Un sondaggio infatti, che ha coinvolto 260 iscritti ai corsi, indica come servizi più apprezzati le video lezioni o le «pillole» di approfondimento redatte dai docenti, e le registrazioni delle lezioni d'aula che possono essere riviste in ogni momento venendo incontro alle esigenze dei fuori sede. Da migliorare invece, secondo alcuni, sarebbe l'organizzazione dei forum di discussione.
«La nostra Università - osserva a questo proposito il rettore Angelo Oreste Andrisano - si pone in questo modo all'avanguardia nella didattica. Siamo convinti che questa metodologia porterà infatti notevoli benefici al rendimento degli studenti e contribuirà a migliorare ulteriormente le già eccellenti performance di Unimore come ha attestato il Consorzio Alma Laurea».
«Non si tratta solo di una innovazione sul fronte delle tecnologie - aggiunge da parte sua Tommaso Minerva direttore del Centro e-learning che supporta il progetto dal punto di vista tecnico - ma introduce una puntuale riorganizzazione di tutta la filiera di supporto sia per i docenti che per gli studenti. E' un intero paradigma didattico che va a cambiare: dalla registrazione delle lezioni alla loro pubblicazione, al rapporto con gli studenti».
Completa le considerazioni sulla nuova didattica il docente di metodologia della ricerca educativa, Luciano Cecconi, che è stato fra i primi a testare la nuova tipologia didattica e che sottolinea il grado di interazione e flessibilità che il metodo consente.
«In particolare - precisa Luciano Cecconi - ci sarà la possibilità di seguire le lezioni anche in luoghi diversi dall'aula, di farlo ripetutamente e di dedicarvisi in orari liberi. Ciò consentirà di superare l'annoso problema delle aule troppo piene».
E per gli studenti-lavoratori di procedere nel cammino accademico senza dover sacrificare gli altri impegni da assolvere. (l.v.)
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