«Ammalato di tumore e ora licenziato a 29 anni»
Brescello: Cristian Guida costretto a lunghi e pesanti cicli di cura, ma non basta: «Ora potrei riprendere, ma per la mia azienda sono “fuori” già da venti giorni»
BRESCELLO. A 29 anni è rimasto senza un’occupazione, dopo essere stato costretto ad assentarsi dal posto di lavoro per sottoporsi a lunghe e pesanti cure al fine di combattere un tumore che lo ha colpito nel 2009. Quella di Cristian Guida è una storia molto delicata, e il giovane la vuole rendere pubblica perché non ha digerito il comportamento dell'azienda, che lo ha lasciato a casa senza uno stipendio e con una famiglia da mantenere.
«Ho lavorato fino a venti giorni fa – racconta Guida, che vive a Reggio città e convive con la compagna, assieme alla quale ha una figlia di sei anni – per un'azienda di Brescello come magazziniere. Avevo un contratto a tempo indeterminato da sette anni, ma nell'ultimo anno sono stato assente a lungo per dovermi curare».
Il calvario del 29enne è iniziato nel 2009, quando gli è stata diagnosticata la malattia. Da allora, ha dovuto iniziare a sottoporsi alle cure, con risultati alterni. Per un certo periodo è riuscito a lavorare con una certa continuità (quasi due anni) poi, nel 2013, il suo stato di salute si è nuovamente aggravato. Guida è stato chiamato a sottoporsi a trenta cicli di chemioterapia e a tre autotrapianti di cellule staminali, ragioni per le quali non ha potuto svolgere le proprie mansioni da settembre 2013 all'ottobre di quest'anno.
«Al termine di queste cure – aggiunge il giovane – i medici hanno visto dei miglioramenti e mi hanno dato il consenso a poter rientrare il 10 novembre a lavorare. Ma così non può essere, perché quando ho chiamato la ditta per comunicare il mio rientro mi è stato detto che ero stato licenziato da venti giorni».
Secondo la versione fornita dal 29enne, la ditta in questione ha motivato il licenziamento a causa del superamento del periodo di comporto, durante il quale il lavoratore ha diritto al mantenimento del posto di lavoro e di tutela economica in caso di infortunio, malattia o gravidanza. In questo caso, a creare il problema sarebbe il fatto che, all'interno di questo calcolo, dovrebbero essere esclusi i giorni spesi per day hospital e lo svolgimento delle terapie.
«Al patronato cui mi sono rivolto – prosegue – non mi hanno avvisato di questa distinzione, non lo sapevo e dunque non ho fatto presente che molti di quei giorni non andavano contati. Quello che mi dà fastidio, però, è che non ho avuto un preavviso anticipato. Con i problemi di salute che ho, sarà molto difficile trovare un nuovo lavoro. Ho già contattato anche "Le Iene" per raccontare il mio caso». Questa mattina Guida incontrerà a Guastalla il responsabile di zona Fiom per capire se ci sono speranze di reintegro, ma la situazione appare intricata, nonostante il probabile ricalcolo dei giorni di assenza.
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