Antimafia, ecco il codice etico per i candidati
Presentato ieri in Senato dalla Commissione. Nel Pd lo firmeranno tutti i nomi in corsa
REGGIO EMILIA. L’Emilia-Romagna è un territorio di radicamento per la mafia. Per questo il Pd chiederà ai propri candidati in Regione di sottoscrivere l’adesione al codice etico della commissione antimafia. Ed estende l’invito anche alle altre forze che si presentano alle elezioni del 23 novembre. Lo dice Stefano Vaccari, senatore modenese Pd e membro della commissione, nel suo intervento ieri a Palazzo Madama. Ad annunciare l’arrivo di un codice etico «più rigoroso» per i candidati alle prossime elezioni regionali in era stata Rosy Bindi, presidente della commissione, nella sua visita a Bologna a settembre. Ora quel codice è stato varato all’unanimità ed è approdato al senato.
Si tratta di un codice etico «impegnativo, anche se su base volontaria, per le forze politiche» che partecipano alle elezioni, sottolinea Vaccari in una nota, che lancia un appello bipartisan per arrivare a un «consiglio regionale emiliano-romagnolo mafia-free». Nel programma di Bonaccini, candidato del centrosinistra, ci sono «legalità e lotta alle mafie tra i 10 punti prioritari – sottolinea Vaccari – e per essere coerenti fino in fondo, ad ognuno dei candidati Pd sarà chiesto di sottoscrivere il codice etico e di impegnarsi a rispettarlo se eletti».
L’esortazione del senatore Pd è che «lo facciano anche le altre forze politiche con i propri candidati», in modo che la nuova assemblea legislativa possa «essere certificata mafia free». Del resto tutte le Regioni del nord Italia, Emilia-Romagna compresa, «non possono più considerare la criminalità organizzata un problema che le tocca solo marginalmente», sostiene Vaccari. «Purtroppo anche il nostro è da considerarsi ormai un territorio di radicamento delle organizzazioni di stampo mafioso: le organizzazioni mafiose agiscono nell’economia globale e condizionano l’economia nazionale: non hanno necessità di sparare, bensì comprano e corrompono i migliori professionisti disponibili su piazza, comprano imprese e soci insospettabili, comprano titoli, master e qualifiche. Corrompono pubblici funzionari e amministratori di enti pubblici e delle società partecipate o controllate».
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