Gazzetta di Reggio

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Appartamenti hard: un 43enne nei guai

di Tiziano Soresina
Appartamenti hard: un 43enne nei guai

Sfruttava ragazze sudamericane, guadagnando 12 mila euro al mese nella gestione di “case” in via Turri e in zona Mirabello

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REGGIO EMILIA. Quattro mesi d’indagine della Mobile sulla scia di una segnalazione che metteva in evidenza uno strano via vai da via Turri e pian piano spunta un “meccanismo” più che rodato, messo in piedi dall’argentino 43enne Aleandro Lopez che si intascava oltre 12mila euro al mese, sfruttando ragazze sudamericane che si prostituivano in quattro appartamenti di sua proprietà.

Il sudamericano, residente a Reggio Emilia, ma domiciliato a Desenzano (Brescia), è stato ora sottoposto alla misura cautelare dell'obbligo di firma.Gli investigatori della squadra mobile – guidati dal dirigente Guglielmo Battisti – hanno scoperto che il 43enne gestiva tre appartamenti in città: due nella zona della stazione (precisamente in via Turri) poi chiusi dall’indagato per i continui controlli della polizia, nonché uno nella zona dell'ex stadio Mirabello. Un vero business, visto che l’argentino si era “allargato” con un appartamento a luci rosse anche a Desenzano (Brescia). All'interno, secondo le ricostruzioni fatte dagli inquirenti, si prostituivano due o tre ragazze sudamericane che pagavano fra i 40 e i 50 euro al giorno per l'alloggio. L'argentino forniva anche un servizio di “sponsorizzazione” delle ragazze sul web (con foto e annunci hard), ma con un pagamento mensile a parte.

Le prostitute si fermavano negli appartamenti al massimo un mese, per poi cambiare città dove lavorare. Oltre alla misura cautelare per sfruttamento della prostituzione, è stato sequestrato anche l'appartamento in zona Mirabello, dove sono state trovate due lucciole, una 30enne e una 20enne originarie di Santo Domingo. La più giovane era appena arrivata con un taxi ed è stata bloccata dagli agenti praticamente con le valigie in mano.

Nell'indagine sono indagati per favoreggiamento della prostituzione anche due quarantenni reggiani – un impiegato e un disoccupato attualmente in Messico – che avevano la funzione di “taxisti”, cioè accompagnavano le ragazze dalla stazione agli appartamenti. Si tratta di due insospettabili, con legami con la comunità sudamericana a Reggio. Come insospettabile era Lopez: incensurato, con regolare permesso di soggiorno, ben radicato in città. Pensava di farla franca agendo sotto traccia, “trattando” ragazze sudamericane, con documenti regolari (in un caso un permesso di soggiorno spagnolo) per muoversi liberamente in Europa. Il 43enne – difeso dall’avvocatessa Sabrina Tagliati – ha affrontato in tribunale l’interrogatorio di garanzia legato alla misura restrittiva, ma davanti al gip Giovanni Ghini s’è avvalso della facoltà di non rispondere. Fra l’altro siamo di fronte ad un’inchiesta del pm Giulia Stignani tutt’altro che conclusa: sono infatti in corso accertamenti su alcune persone che, operando come “mediatori”, chiedevano disponibilità di posti a Lopez per piazzare le “loro” ragazze.

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