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la protesta delle toghe

«La giustizia non si riforma così»

«La giustizia non si riforma così»

I magistrati reggiani criticano i progetti del governo Renzi

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REGGIO EMILIA. La presa di posizione di giudici e pm è stavolta di quelle forti e ieri pomeriggio le toghe reggiane si sono riunite (come in altre città italiane) in un’aula del tribunale, dando lettura – davanti ai cronisti – del comunicato dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) in vista dell’assemblea generale del 9 novembre in tema di riforma della giustizia.

Il comunicato – che è una vera e propria protesta – è letto dal giudice Luca Ramponi (segretario della sottosezione di Reggio dell’Anm) con a fianco il procuratore Giorgio Grandinetti (presidente della sottosezione stessa). Il senso è chiaro: la riforma del Governo Renzi non migliorerà la giustizia. «Le riforme che si vanno delineando – rimarca il comunicato – sono lontane da quella rivoluzione che, secondo facili slogan, dovrebbe restituire alla giustizia piena efficienza e decoro. In più, tali progetti di riforme si uniscono a dichiarazioni pubbliche, che associano i ritardi della giustizia a una presunta scarsa produttività dei magistrati. Tali dichiarazioni offensive si affiancano ai molti luoghi comuni, alimentati da quanti insistono sulla nostra presunta inefficienza e irresponsabilità: sono veri e propri falsi, smentiti dai dati statistici che collocano la produttività della magistratura italiana ai livelli massimi in Europa, con oltre due milioni e 800.000 cause civili e con oltre un milione e 200.000 procedimenti penali definiti in un solo anno». Tante le puntualizzazioni fatte, durante la lettura del comunicato, da parte del presidente del tribunale Francesco Maria Caruso, che ha voluto così esprimere il forte disagio che i magistrati stanno vivendo anche nel nostro palazzo di giustizia.(t.s.)

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