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Nella ex falegnameria Marzi il centro direzionale del futuro

di Massimo Sesena
Nella ex falegnameria Marzi il centro direzionale del futuro

In via Emilia Ospizio, al posto della storica falegnameria, un intervento che mira a coniugare memoria e innovazione. Con uffici, negozi e servizi

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REGGIO EMILIA. Conciliare futuro e memoria storica, riqualificando un pezzo di storia della città e delle sue industrie. E’ quello che si sta cercando di fare in via Emilia Ospizio all’angolo con via Chiesi. E’ lì che sorgono i resti della storica falegnameria Marzi una delle imprese un tempo più vicine al centro cittadino.

Lo scheletro dei capannoni sotto i quali stavano le cataste di legno è appoggiato a un muro maestro che riporta agli anni 70, quando la falegnameria lavorava a pieno regime. Ad angolo retto rispetto a quella che una volta era il cuore della falegnameria c’è l’abitazione della famiglia Marzi, una casa risalente alla prima metà del’900 e anche questa sarà interessata al restyling.

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Un restyling che lo studio di architettura Curli sta curando per conto della famiglia Marzi secondo un preciso input: innovare, ridare vita a quel luogo mantenendone viva la memoria. In quelle che oggi sembrano le vestigia della falegnameria dei “Ragazzi della via Paal”, autentico pezzo di archeologia industriale, sorgeranno uffici, negozi e altri servizi in una zona che il Comune punta - attraverso il lavoro dell’assessorato alla rigenerazione urbana - a far diventare strategica.

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A poche centinaia di metri, in viale IV Novembre, il viale che conduce alla stazione, il piano del Comune e della giunta presieduta da Luca Vecchi è rendere possibile il cambio di destinazione d’uso di appartamenti oggi sfitti e invenduti, trasformandoli in uffici e spazi per aziende. La sfida è insomma quella di fare di una zona oggi difficilmente “abitabile” una zona comunque presidiata, quantomeno di giorno, da uffici, negozi e servizi. E in questo senso, l’intervento alla vecchia falegnameria di via Chiesi, è certamente paradigmatico.

Spiega il progettista, Stefano Curli:«Nel progetto è prevista una ridefinizione cromatica dei fronti esterni che esalti le caratteristiche di pregio e la cura anche dei particolari decisamente elevata per quanto riguarda un edificio a destinazione prevalente non residenziale. Basti notare le cornici alle finestre o il basamento ad intonaco bugnato lineare della parte che ospitava gli spazi residenziali e l'abitazione del custode.

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Dall'altra parte - prosegue il progettista - si configura invece la costruzione di un nuovo fabbricato, isolato strutturalmente dal blocco esistente, che anche per tecnica costruttiva, in elementi strutturali di acciaio, si vuole differenziare con evidenza dai volumi storici, seppure sia disegnato per enfatizzarne la presenza. ».

Fabbriche che ora non ci sono più e che dovrebbero però lasciare il posto ad altre aziende, più leggere, più smart. «Il piano terra dell’edificio in muratura - spiega l’ingegner Curli - è destinato a una vocazione di tipo commerciale. Potrebbe essere un intervento unico o più interventi, si sta ancora trattando con diversi portatori d’interesse. Nei piani superiori, invece, la destinazione potrebbe essere quella di uffici, servizi e studi professionali. Il Comune pensa alle start up e aziende del settore digitale? Perché no?».

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Il nuovo non dovrà però cancellare il vecchio: «Per espressa volontà della famiglia Marzi - spiega l’ingegner Stefano Curli - questo non sarà un intervento speculativo. Lo stesso progetto lo dimostra: abbiamo infatti deciso di mantenere, a est dell’area il maschio murario di confine come fondale dell’intervento. Per questo motivo, quello che sorgerà al posto dei vecchi capannoni rievocherà il rincorrersi dei tetti delle fabbriche di un tempo».

I tempi della realizzazione di questo intervento su quest’area di duemila metri quadrati sono oggi difficili da stimare: «I lavori sono già iniziati - spiega il progettista - ma per ora riguardano soltanto il consolidamento e la messa in sicurezza. Una volta definito, l’aspetto immobiliare dell’intervento, di partirà a spron battuto con i lavori veri e propri. La determinazione della proprietà è quella di fare di questo pezzo di città qualcosa che sia insieme memoria e futuro. Questo intervento si inquadra perfettamente nell’obiettivo che l’assessore Alex Pratissoli si è prefisso a proposito della riqualificazione urbana della città».

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