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Omozzoli-Parisetti, servono 150 mila euro

Omozzoli-Parisetti, servono 150 mila euro

L’Associazione omonima sta raccogliendo fondi per riportare l’oratorio al suo antico splendore

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REGGIO EMILIA. C'è un angolo della vecchia Reggio che può contare seicento anni di umanità. Ha accolto poveri, ospitato pellegrini, assistito disabili. Ora tutela degli anziani. Inoltre custodisce alcuni tesori architettonici e pittorici che potrebbero diventare punto di richiamo per gli appassionati di musica ed arte. Tanto che un turista in visita alla nostra città potrebbe restare sorpreso entrando dal portone dell'Oratorio dell'Omozzoli Parisetti. Sì, è dell'antico edificio di via Toschi collocato proprio dirimpetto a Palazzo Masdoni che parliamo. Un luogo dal quale molti sembrano fuggire perché richiama la vecchiaia e che invece andrebbe coniugato con i termini accoglienza e solidarietà. E' un pezzo di centro storico che custodisce memorie e cultura e che ora chiede un piccolo aiuto per ritrovare il primitivo splendore. «Era il 15 dicembre 1410 - racconta Ennio Ferrarini presidente dell'Associazione Omozzoli Parisetti - quando venne eretto questo edificio, luogo d'accoglienza affiancato da una cappella titolata a Santa Maria della carità. Un paio d'anni fa, noi che abitiamo qui vicino, abbiamo creato un'associazione per raccogliere fondi. Servirebbero 150.000 euro per ridare splendore a questa piccola perla antica».

«E' un luogo - aggiunge il professor Massimo Pirondini - che ha custodito straordinarie collezioni pittoriche ora in larga parte disperse». Le aveva raccolte la famiglia Parisetti: prima Paolo, poi il figlio Bonaventura, quindi il nipote Paolo, il successore Orazio e infine Faustina. L'immobile venne acquisito dai Masdoni che possedevano già altri beni da via Navona a via Boiardi. Un inventario del 1782 parla di almeno 150 quadri della scuola veneta, di Bonaventura, Guercino, Spada, Luca Ferrari. All'inizio dello scorso secolo sono arrivati alcuni antiquari che hanno acquistato molte di quelle opere ora finite in pinacoteche pubbliche o case private. Qualcosa però è rimasto.

Tutti particolari narrati ai soci del Rotary reggiano convocati dal presidente Riccardo Ferretti a scoprire questo gioiello. L'oratorio è un tempio in miniatura con enormi quadri alle pareti, stucchi, un organo pure secentesco al quale il maestro Pietro Iotti ha dato vita musicando alcuni brani dell'epoca. «I Parisetti sono una struttura pubblica di servizio - ha completato l'illustrazione Raffaele Leoni presidente di Rete - nella quale vivono abitualmente 90 persone. E' senza dubbio il luogo più simbolico di Rete e ci fa piacere che ci siano reggiani che si preoccupino di questo edificio». «Negli ultimi tempi - ha concluso Ferrarini - l'oratorio ha accolto alcuni concerti d'organo di studenti del Peri e l'architetto Baricchi ha già tracciato un progetto di recupero. L'ente pubblico ha già altri impegni; servono risorse: aspettiamo la risposta dei reggiani». (l.v.)

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